Washington, 31 maggio 2020 - Tensione sempre più alta. Prime cariche e lacrimogeni della polizia ieri sera a Minneapolis contro i manifestanti, che hanno sfidato il coprifuoco dopo la morte dell'afroamericano George Floyd in seguito all'intervento di un agente. Ancora tafferugli davanti la Casa Bianca. In vari Stati è stata mobilitata la Guardia nazionale. Finora si contano circa 1.400 arresti dall'inizio delle proteste. Almeno tre persone sono state ferite da colpi d'arma da fuoco e una è morta nelle rivolte nel centro di Indianapolis sabato sera. La polizia sta ancora indagando e ha consigliato ai cittadini di evitare la zona. Anche un agente di polizia ha anche riportato lievi ferite. A Jacksonville, in Florida, un agente è stato "pugnalato o ferito al collo ed è attualmente in ospedale", secondo quanto reso noto dallo sceriffo alla Cnn. Altri poliziotti sono stati attaccati dai rivoltosi e colpiti con pietre e mattoni.

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Minneapolis, assi dell'Nba col pugno alzato

Pugno alzato alla Tommie Smith tra la folla: sfilano anche gli assi del basket Usa e del football tra la gente di Minneapolis che protesta per la morte di George Floyd. Sono sei i giocatori Nba che ci hanno messo la faccia: JR Smith, attualmente 'free agent' e Karl-Anthony Towns, star dei Minnesota Timberwolves, hanno sfilato accanto all'ex giocatore Nba Stephen Jackson, campione nel 2003 con San Antonio, che era amico personale di Floyd (i due erano cresciuti insieme in Texas), e all'attore Jamie Foxx

Su Twitter molti utenti hanno sottolineato la presenza e l'atteggiamento di grande dignità di Towns, che di recente ha perso la madre, morta per coronavirus. Ma hanno protestato in strada, tutti con la mascherina anti Covid 19 sul volto, anche Jordan Clarkson degli Utah Jazz, Jaylen Brown dei Boston Celtics, Justin Anderson dei Philadelphia 76ers (che reggeva un cartello con il disegno del pugno chiuso) e Malcom Brogdon degli Indiana Pacers, armato di megafono per dare ancora più voce all'indignazione sua e generale. Ma in prima fila c'era anche l'ex star del football americano Tyrone Carter, vincitore del Super Bowl 2008 con Pittsburgh ma anche ex dei Minnesota Vikings: era in prima fila, con giubbetto protettivo e pugno alzato alla Tommie Smith. La sua presenza non è passata inosservata.

La polizia a Minneapolis (Ansa)

Arrestato altro giornalista

Un giornalista dell'Huffington Post, Chris Mathias, è stato preso in custodia dalla polizia e poi rilasciato mentre seguiva per le proteste a New York. A riferirlo è la stessa testata. Il cronista è stato rilasciato intorno all'una del mattino dopo essere stato portato al distretto di polizia di Brooklyn.

Impressionante poi la scena della donna che stava filmando la polizia e, quando gli agenti se ne sono accorti, è dovuta rientrare in tutta fretta in casa perché le stavano sparando addosso:

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Vietato uscire di notte

Intanto il coprifuoco è stato istituito in 25 città, sparse tra 16 Stati americani, per arginare le manifestazioni e gli scontri. Tra le città dove è stata vietata la circolazione di notte vi sono Los Angeles, San Francisco, Denver, Miami, Atlanta, Chicago, Louisville, Minneapolis, Portland, Philadelphia e Seattle.

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Suv della polizia contro manifestanti, aperta indagine

La polizia di New York ha aperto un'indagine dopo la condivisione sui social di un video che mostra un suv della polizia di New York sfondare una transenna e travolgere una folla di manifestanti che circondava il mezzo. Non è chiaro se ci siano stati feriti. Il sindaco Bill de Blasio ha confermato l'inchiesta sul caso, ma ha anticipato che "gli agenti potrebbero non aver avuto scelta". Di parere opposto la deputata democratica Alexandria Ocasio-Cortez. "Lanciare un Suv su una folla non dovrebbe mai essere considerato una cosa normale. Non conta chi lo fa, non conta per quale motivo", ha scritto su Twitter la compagnia di partito del sindaco. "Questo momento richiede leadership e capacità di rendere conto da parte di tutti noi. Difendere o trovare delle scuse per il Suv della polizia sulla folla è sbagliato", ha aggiunto, invitando d Blasio alla de-escalation delle tensioni. Secondo quanto riferisce la Abc, nella Grande Mela 345 persone nella notte tra sabato e domenica e 33 agenti sono rimasti feriti, alcuni in modo grave.

Il presidente Trump

"Non permetterò a una folla arrabbiata di dominare, sono determinato a proteggere la democrazia e lo stato di diritto" che sono un diritto degli americani, ha detto il presidente Donald Trump parlando da Cape Canaveral. Trump è tornato a condannare "anarchici e saccheggiatori" per gli scontri. "La morte di George Floyd è stata una grave tragedia e non sarebbe dovuta accadere, ha riempito di rabbia e dolore gli americani", ha aggiunto Trump. "Capisco la pena delle persone e sosteniamo il diritto a proteste pacifiche, ma quello che vediamo nelle strade ora non ha a che fare con la giustizia e la pace", ha concluso.

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La condanna del candidato Biden

Anche il candidato alla presidenza Joe Biden ha condannato la violenza, sottolineando tuttavia che gli americani hanno diritto di manifestare. "Protestare contro tale brutalità è giusto e necessario. E' una risposta assolutamente americana - ha dichiarato - ma incendiare le comunità e distruggere inutilmente non lo è. La violenza che mette in pericolo la vita non lo è. La violenza che distrugge e chiude le attività che servono alla comunità non lo è".

Un'altra immagine delle rivolte a Minneapolis (Ansa)

L'America brucia

In tutto il Paese, da New York a Los Angeles, da Ferguson a Tampa, sono stati dati alle fiamme commissariati e mezzi della polizia. Sono stati saccheggiati negozi e distrutte vetrine. Decine di migliaia di manifestanti sono scesi in strada chiedendo accuse più severe e altri arresti per la morte di Floyd. A Los Angeles, gli agenti hanno sparato proiettili di gomma e caricato i rivoltosi che hanno dato fuoco a un'auto della polizia. Scontri anche a Chicago e Philadelphia dove le forze dell'ordine non ha risparmiato su spray al peperoncino e granate stordenti. Tim Walzs, governatore del Minnesota, ha dichiarato che sta mobilitando l'intera Guardia nazionale di 13mila membri dello Stato per occuparsi dei rivoltosi che hanno saccheggiato negozi e dato alle fiamme alcuni locali a Minneapolis e a St. Paul. Tutte le principali autostrade che conducono a Minneapolis sono state chiuse per non fare entrare chi viene da fuori espressamente per alimentare la rivolta. A New York hanno fatto discutere le nuove violenze degli agenti, in particolare dopo la pubblicazione di un video che mostra un'auto della polizia andare contro i manifestanti. Immagini che il sindaco Bill de Blasio ha definito "sconvolgenti" ma senza accusare gli agenti che "in questi giorni hanno subito cose orribili". 

Minneapolis, la cartina