Michael  Bloomberg (Ansa)
Michael Bloomberg (Ansa)

New York, 8 novembre 2019 - Michael Bloomberg - ex sindaco di New York - sarebbe pronto ad abbattersi sulla corsa alla Casa Bianca e sfidare Donald Trump. Secondo le indiscrezioni riportate dal New York Times "l'altro tycoon newyorkese" dovrebbe presentare già nelle prossime ore la documentazione per candidarsi. E dovrebbe farlo nello stato dell'Alabama, dove venerdì è il termine ultimo per poterlo fare e accedere così alle primarie. Anche se Bloomberg non ha ancora deciso al 100% se scendere in campo o meno, il deposito dei documenti gli consente di lasciarsi la porta aperta nel caso sciogliesse le riserve e decidesse di sfidare Trump, attualmente inquilino della Casa Bianca.

A spingere Bloomberg a considerare seriamente la candidatura è il parterre dei democratici che riterrebbe "debole" la candidatura di Joe Biden, secondo indiscrezioni riportare dal New York Post. Mentre Bernie Sanders ed Elizabeth Warren "non possono vincere". Alcuni stretti collaboratori di Bloomberg riferiscono che l'ex sindaco è convinto che Trump sarà rieletto se Warren dovesse incassare la nomination democratica. Una discesa in campo del magnate sarebbe un terremoto per la corsa dei democratici alla Casa Bianca, già segnata pesantemente dalle indagini per un possibile impeachment del presidente americano. Bloomberg a differenza degli altri dem in corsa non ha bisogno di raccogliere fondi: la sua fortuna gli consente di decidere anche all'ultimo momento se candidarsi senza doversi preoccupare di come finanziare la campagna.

A pagare il prezzo maggiore di questa eventuale candidatura sarebbe l'ex vicepresidente, il più moderato in corsa. Ma tutti i candidati potrebbero accusare il colpo. L'ex primo cittadino di New York è sicuramente visto più di buon occhio da Wall Street, dalla Silicon Valley e anche da molti elettori democratici contrari a una svolta eccessivamente a sinistra del partito. Bloomberg, afferma il suo consigliere Howard Wolfson, vede Trump come una "minaccia senza precedenti per il Paese" come dimostrano le sue donazioni alle elezioni di metà mandato. "Mike è sempre più preoccupato sul fatto che gli attuali candidati non sono ben posizionati" per battere Trump, aggiunge Wolfson. E proprio la platea di candidati non convincenti ha spinto Bloomberg a ripensare alla candidatura, dopo che in marzo aveva annunciato di non voler scendere in campo.