Roma, 2 dicembre 2021 - Sedici lunghi anni alla guida della Germania e Angela Merkel saluta i suoi concittadini con un messaggio chiaro: "Vorrei incoraggiare a guardare sempre il mondo con gli occhi degli altri". A succederle ora sarà Olaf Scholz. Ma quello di Angela è un addio difficile, in un momento in cui nel Paese il Covid ha ripreso la sua corsa, alimentato dalla variante Omicron, e si va verso un lockdown per non vaccinati. Nel corso della giornata la stessa cancelliera uscente aveva voluto ribadire la "situazione" della pandemia "è seria e il carico delle strutture sanitarie è in parte già ai limiti".

Angela Merkel

Per salutare Angela una cerimonia militare contenuta, vista l'emergenza Covid, al ministero della Difesa, con soldati con fiaccole accese e la banda della Bundeswehr. La cancelliera, coperta da un cappotto nero, ringrazia "per la fiducia ricevuta", perché la "fiducia è il più grande capitale in politica". "Oggi - ha confessato - provo innanzitutto gratitudine e umiltà di fronte all'incarico che così a lungo ho tenuto".

Alla futura coalizione guidata da Olaf Scholz, la Merkel ha augurato "tutto il meglio, il meglio della fortuna e molto successo". E poi ha ricordato "i miei 16 anni da cancelliera" che "sono stati pieni di eventi e di sfide. Mi hanno messa alla prova sia come cancelliera che come essere umano. Allo stesso tempo mi hanno dato un senso di appagamento". Dalla crisi finanziaria ed economica nel 2008 e di quella dei migranti nel 2015: situazioni difficili, che le hanno chiarito "quanto le istituzioni e gli strumenti internazionali siano indispensabili per poter affrontare le grandi sfide del nostro tempo, cambiamenti climatici, digitalizzazione e migrazioni". Infine, la cancelliera ha ricordato che "la nostra democrazia vive anche del fatto che trova il suo limite là dove odio e violenza vengono considerati legittimi mezzi di imporre i propri interessi".

La Bundeswehr ha salutato la cancelliera con la "Grosse Zapfenstreich", maggior onore militare concesso alle autorità civili, le cui origini risalgono al XVI secolo. Alcuni dei brani della cerimonia sono stati scelti personalmente da Merkel: un inno religioso, "Grosser Gott, wir loben Dich" (Gran Dio, noi ti lodiamo), così come la canzone del 1992 "Fur mich soll's rote Rosen regnen" (Piovano rose rosse per me) di Hildegard Knef. Ma anche le note di una canzone punk: "Du hast den Farbfilm vergessen" (Hai dimenticato la pellicola a colori), un brano di Nina Hagen che nel 1974 ebbe grande successo in Germania est, dove allora viveva una giovane Angela Merkel ventenne.