Susanna Rufi, la ragazza morta a Vienna per meningite dopo la Gmg (Ansa)
Susanna Rufi, la ragazza morta a Vienna per meningite dopo la Gmg (Ansa)

Udine, 2 agosto 2016 - Il rischio è che scatti la psicosi-meningite tra i pellegrini tornati dalle Gmg di Cracovia, dopo la morte in Austria di Susanna Rufi, 19anni. La buona notizia è che è rientrato l'allarme per la ragazza di una parrocchia romana che ieri sera ha accusato un malore, con febbre e mal di testa, al rientro verso l'Italia. I test specifici hanno dato esito negativo ma la ragazza è stata trattenuta in ospedale a Udine mentre tutti gli altri sono ripartiti nella notte per Roma, solo per attendere i risultati di altri esami clinici e per motivi precauzionali.

La giovane faceva parte di un gruppo composto di tre pullman di parrocchie romane con cui viaggiava anche la giovane deceduta. L'intera comitiva era già stata sottoposta a profilassi in Austria e il rischio che la giovane potesse aver subito un contagio era minimo, ma dopo il malore è stata accompagnata in via precauzionale al pronto soccorso a Udine. La comitiva è stata scortata dalla polizia stradale e dalla polizia, ed è stata accompagnata in un piazzale vicino all'ospedale di Udine dove i ragazzi hanno potuto attendere l'esito degli esami microbiologici in un'area apposita senza aumentare il rischio di contagio.

I DATI DEL VENETO - Fino alle alle 9 di stamattina, nei vari ospedali veneti, erano stati accolti e assistiti circa 480 ragazzi e nessuno presentava problemi di salute o particolari sintomi. Anche il vescovo di Bolzano e Bressanone Ivo Muser è stato visitato e sottoposto a profilassi. Poi il numero ha continuato a salire: nel tardo pomeriggio erano 1.063 il numero di ragazzi italiani e veneti di ritorno dalla Giornata Mondiale della Gioventù di Cracovia che si sono rivolti e si rivolgeranno nelle prossime ore alla sanità veneta (240 sono arrivati a Rovigo attorno alle 22 e per tutti è stata disposta la profilassi d'emergenza) per ottenere assistenza.

In serata altri 56 ragazzi provenienti dalla Giornata Mondiale della Gioventù di Cracovia sono stati sottoposti a profilassi contro la meningite presso il Servizio di Igiene Pubblica di Thiene, in provincia di Vicenza. Il totale dei ragazzi assistiti complessivamente dalla sanità veneta è quindi da aggiornare a 1.219.

LE ALTRE REGIONI - Profilassi sono state avviate anche in altre regioni, come l'Emilia Romagna, dove le Asl sono a disposizione per fornire informazioni a ragazzi e ragazze provenienti da Cracovia, e l'Alto Adige (dove sono stati trattati 98 giovani).

In Liguria i medici hanno effettuato le indagini in collaborazione con l'ufficio pastorale, che ha permesso di identificare i partecipanti. Per quanto riguarda i giovani genovesi è emerso che i 584 partecipanti non hanno alloggiato nella stessa struttura della ragazza. 
A scopo precauzionale, alcuni organizzatori e accompagnatori, che avevano effettuato riunioni nella struttura, sono stati sottoposti a profilassi antibiotica. Alcuni ragazzi, dopo aver sentito i medici di famiglia hanno fatto la profilassi spontaneamente. I passeggeri di 2 bus arrivati a Genova hanno deciso di fare la profilassi, mentre un gruppo arrivato all'aeroporto è stato sottoposto alla cura preventiva da parte della Asl. Sono state sottoposte a profilassi due persone nello spezzino e 32 nel savonese

Il Friuli Venezia Giulia non applica la profilassi, in una nota la Regione fa sapere che "non è  giustificata né raccomandata la chemioprofilassi a tutti i ragazzi che hanno partecipato alla giornata mondiale della gioventù" .

L'ESPERTO - "In caso di stretto contatto con un soggetto affetto da meningite è possibile proteggersi con una profilassi d`emergenza, ovvero con una terapia antibiotica specifica per il tipo di germe responsabile, su prescrizione dell`autorità sanitaria", spiega Alberto Villani, responsabile di Pediatria Generale e Malattie Infettive dell`Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. "L'unica arma per difendersi contro la meningite è la vaccinazione", avvertono gli esperti.

'CASA ITALIA' - Il gruppo degli italiani a Cracovia, tra i quali c'era Susanna Rufi, era il più numeroso dopo quello polacco. Di questi si calcola che almeno 100mila ragazzi siano transitati dalla struttura "Casa Italia", il quartier generale del Servizio Nazionale per la pastorale giovanile della Cei, a loro dedicata. Gli italiani sono giunti a Cracovia in massa, da tutte le diocesi del Paese. Molti di loro hanno trascorso a Cracovia l'intera settimana passata, altri sono ancora in Polonia per continuare il pellegrinaggio. Sono arrivati in aereo ma anche con altri mezzi, spesso facendo tappa in altre città prima del raduno con il Papa. "Casa Italia" è stata, dunque, per tutta la settimana scorsa un punto di riferimento, grazie anche all'opera di molti giovani volontari, dove avveniva la distribuzione dei ticket per i pasti, degli zainetti e dove era possibile incontrare i vescovi delle varie diocesi.