Melania Trump sorridente accanto al marito (Ansa)
Melania Trump sorridente accanto al marito (Ansa)

Washington, 11 gennaio 2021 - Ha atteso quasi una settimana, Melania Trump, prima di parlare del sanguinoso assalto a Capitol Hill il giorno dell'Epifania. Parallelamente, Amazon ha 'chiuso' Parler, il social usato dall'estrema destra Usa per condividere le foto dell'irruzione. Intanto la Francia condanna Twitter per aver bannato Trump.

Melania condanna le violenze

E rompendo il silenzio la first lady dichiara che la violenza non è mai accettabile", "condanna assolutamente" quanto accaduto e incita a "lenire" le fratture nel Paese. 
Ma subito dopo non si può trattenere dal prenderla sul personale: si dice amareggiata per il gossip circolato subito dopo sul suo conto, ovvero che, mentre Capitol Hill era assalita, lei fosse intenta a supervisionare un servizio fotografico alla Casa Bianca.
Per la cronaca, si fotografavano tappeti e altri oggetti nella Executive Residence e nella East Wing per il 'coffe table book' sugli oggetti di arredo che ha portato o restaurato nella residenza e che vuole pubblicare ora che uscirà dalla Casa Bianca. In un lunga nota la first lady statunitense si è detta "delusa e scoraggiata" dalla furia che ha provocato la morte di cinque manifestanti mercoledì scorso; ma ha anche reagito ai "pettegolezzi salaci e agli attacchi personali e ingiustificati" nei suoi confronti. 

L'onore di Melania: essere stata first lady

''E' stato l'onore della mia vita servire come First Lady. Voglio ringraziare i milioni di americani che hanno sostenuto me e mio marito negli ultimi 4 anni. Sono grata a tutti voi per avermi permesso di servirvi su piattaforme che mi sono care'', ha dichiarato Melania nella lettera.  ''In qualità di First Lady - continua - è stato stimolante assistere in prima persona a ciò che le persone della nostra grande nazione faranno l'una per l'altra, specialmente quando siamo più vulnerabili'', ha aggiunto in riferimento alla crisi causata dalla pandemia di Covid-19, definito ''il nemico invisibile''.

Francia contro Twitter per lo stop a Trump

La Francia deplora la decisione di Twitter di escludere il presidente uscente degli Stati Uniti, Donald Trump, sottolineando che regolamentare la rete non spetta ai colossi del web. "Ciò che mi sciocca è che sia Twitter a decidere di chiudere" il profilo di Trump, ha dichiarato il ministro francese dell'Economia, Bruno Le Maire, intervistato ai microfoni di radio France Inter. "La regolamentazione dei colossi del web - ha avvertito - non può avvenire attraverso la stessa oligarchia digitale". Una decisione che ha già suscitato numerose reazioni ai quattro angoli del pianeta, incluso nella classe politica francese. 

Parler è offline: ira dei trumpiani 

Parler è stato messo offline. Il social network usato dai sostenitori di Donald Trump per condividere le immagini dell'assalto a Capitol Hill del 6 gennaio scorso è stato 'chiuso' da Amazon che ne ha bloccato l'accesso ai suoi server a causa, spiegano dalla società, della persistenza di messaggi che inneggiavano agli eventi drammatici di mercoledì scorso. 
Di qui la decisione del colosso dell'ecommerce, che gestisce anche uno dei più usati servizi di web hosting al mondo, spiegando di aver notato recentemente "una persistente aumento di contenuti violenti" sull'app. Apple e Google poco prima avevano rimosso il social network dai loro app store con ragioni analoghe a quelle portate da Amazon. 
In un'intervista a Fox News il cofondatore del sito, John Matze, ha ammesso che ci potrebbero volere giorni prima di rimettere in piedi il sito. "Faremo tutto il possibile per tornare online, ma tutti i provider che contattiamo ci dicono che non vogliono lavorare con noi se Apple e Google non approvano", ha detto Matze, che ha accusato i giganti del web di aver scatenato contro di loro "una battaglia contro la libertà di espressione". Ma, assicura, "non vinceranno, siamo l'ultima speranza del mondo per la libertà di espressione e la libera informazione", ha detto. 
Parler ha avuto un boom di download dopo i fatti di Capitol Hill. Dopo che Donald Trump ha subito lo stop da parte di Twitter e Facebook, il social con sede a Henderson, in Nevada, è diventato immediatamente una valida alternativa alle piattaforme sociali più blasonate. Prima usato soprattutto dalle frange estreme dell'ultradestra, poi ha cominciato a essere usato da profili della destra più moderata e giornalisti di area conservatrice. Ma è stato il 'ban' di Donald Trump sui social più popolari a far esplodere gli iscritti di Parler.