Melania Trump con i bambini malati dell’ospedale Bambin Gesù di Roma (ImagoE)
Melania Trump con i bambini malati dell’ospedale Bambin Gesù di Roma (ImagoE)

Roma, 25 maggio 2017 - La vedi scendere dalla scaletta dell’Air Force one in tubino nero e occhialoni scuri e sembra che le sia morto il gatto. Dai, Melania, viene da incoraggiarla: sei a Roma. Do you remember ‘La Dolce Vita? Ma la moglie del presidente americano, pur sapendo di essere immortalata da migliaia di telecamere, che cosa fa? Inciampa sui tacchi (altissimi)? Magari. Ce la renderebbe umana, troppo umana di fronte a tanta perfettissima beltà. Melania fa di peggio: si ritrae dalla stretta di mano del marito Donald, quasi scocciata. L’aveva già fatto a Tel Aviv e i media si erano scatenati. Arrivata a Fiumicino, rifà lo stesso gesto fingendo di mettersi a posto i capelli. Da qui è tutto un bailamme di interrogativi: che succede tra Melania e Donald? Ma al di là delle dietrologie e delle esperte di body language che interpretano la ritrosia come la voglia di emanciparsi dal marito, ecco che Melania nel secondo giorno romano cambia atteggiamento. Una trasformazione progressiva da ‘chi me l’ha fatto fare a diventare la first lady americana’ a ‘questa volta faccio a modo mio’.

PRIMO passo: il look. Nero, nerissimo, con veletta abbinata. Impeccabile. Come Lady Diana in udienza da Giovanni Paolo II con l’allora marito Carlo nel 1985, anche lei con veletta nera. E soprattutto, abbigliamento quasi identico a quello della premier della Groenlandia immortalata da Sorrentino in The Young Pope, anche lei bellissima. Il Papa, insolitamente poco sorridente quando parla con Trump, è più espansivo quando si rivolge a Melania. È, infatti, con la first lady di orgini slovene il siparietto della giornata: «Cosa gli dai da mangiare, la putizza (un dolce sloveno, ndr)?». Melania, di solito con lo sguardo che non fa trapelare emozioni e il viso tirato, questa volta quasi si scioglie. Poi, il miracolo: sorride. Alla battuta del Papa, ma soprattutto all’interprete, che traduce ‘putizza’ in ‘pizza’. Pure Bergoglio riprende per un attimo a fare Bergoglio e sorride. Ed è proprio in quell’istante in cui il cerimoniale si è preso un attimo di pausa che c’è chi sogna Melania ballare Senza un perché di Nada proprio come la premier della Groenlandia in the Young Pope. Peccato, non è un film. E Melania non è così pop. Torna seria. Busto eretto, condannata, da ex modella, alla passerella eterna. Ma per la consorte di Trump la giornata non è finita. Saluti a Bergoglio, toglie la veletta, e va in visita all’ospedale Bambin Gesù. Questa volta senza il marito. Ed è qui che Melania Trump, la ex modella che non ama troppo fare la first lady, tanto che vive a New York col figlio, dà il meglio di sé. E torna semplicemente Melania.

SCHERZA, ride, scatta selfie, disegna fiori con i bambini malati, in particolare con un gruppo di quindici piccoli di nove diverse nazionalità. Lo sguardo si fa materno e si rivolge ai ragazzini in italiano: «Ciao come stai? Tutto bene?». Poi regala puzzle della Casa Bianca. Melania pare a suo agio, finalmente spontanea. Foto di gruppo e messaggio scritto in rosso nel libro delle visite: «È stato bello venire a trovarvi. Siate forti e ottimisti. Con amore, Melania». Il cognome da first lady, questa volta, non è necessario.