15 feb 2022

Mauritius sfida Londra: "Quell’isola è nostra"

Polemica fra lo Stato africano e l’ex madrepatria per l’arcipelago delle Chagos. Un gruppo di funzionari ha issato la bandiera su un atollo

A Chagossian woman holding a sign leads her people during a mass hosted by Pope Francis at the Monument of Mary Queen of Peace in Port Louis, Mauritius, 09 September 2019. ANSA/DAI KUROKAWA
Mauritius, una donna protesta sulle isole Chagos (Ansa)

La piccola Repubblica di Mauritius ha sfidato l’ex madrepatria, il Regno Unito, che sull’arcipelago a est del Madagascar ha dominato fino al 1968. Uno sparuto gruppo di funzionari (partecipanti ufficialmente a una spedizione scientifica nell’Oceano indiano) ha issato la bandiera rosso, blu, giallo e verde dello Stato africano sopra l’atollo di Pero Banhos nelle isole Chagos, al centro di una lunga contesa con Londra. “L’invasione“ via mare è stata del tutto pacifica, anche perché Mauritius (membro del Commonwealth) non dispone di un vero e proprio esercito. "Stiamo compiendo l’atto simbolico di alzare la bandiera, come hanno fatto tante volte gli inglesi per stabilire le colonie. Noi, però, reclamiamo ciò che è sempre stato nostro", ha detto l’ambasciatore mauriziano alle Nazioni Unite, Jagdish Koonjul, a capo della spedizione. L’importanza di questa impresa è stata confermata anche da un messaggio preregistrato del premier Pravind Jugnauth, che è stato ascoltato dai funzionari e da una delegazione degli ex abitanti scacciati dalle Chagos tra il 1967 e il 1973 per fare spazio alla base militare Usa di Diego Garcia, tuttora in attività. "È la prima volta che Mauritius conduce una spedizione in questa parte del suo territorio – ha dichiarato il premier – sono triste per non aver potuto far parte di questa visita storica. Ma sono lieto che i nostri fratelli e sorelle di Chagos possano viaggiare nel loro luogo di nascita senza scorta straniera (britannica, ndr)". Per Jugnauth l’atto e serve per ricordare quanto già affermato a livello internazionale. La Corte internazionale di giustizia ha infatti stabilito, nel 2019, che la Gran Bretagna deve restituire le isole a Mauritius dopo la "separazione illegale". La sentenza è stata ampiamente sostenuta da un voto dell’assemblea generale delle Nazioni Unite e accolta favorevolmente anche dal Papa. Ma la scadenza dell’Onu per adempiere a quanto indicato ...

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