Washington, 16 ottobre 2019 - Le relazioni degli Stati Uniti con l'Italia "sono ottime e non sono mai state così buone", dice Donald Trump ricevendo Sergio Mattarella alla Casa Bianca. "Quella che lega" i due Paesi "è una stretta alleanza e amicizia", gli fa eco il presidente italiano, che in visita negli Usa si fermerà per cinque giorni. 

Scambio di cortesie a parte, sul tavolo dell'incontro di Washington ci sono argomenti scottanti come la Siria e soprattutto i dazi. Così Trump rompe il rigido protocollo degli incontri ufficiali ed entra subito nel vivo della questione, trasformando il rituale scambio di mano nello Studio Ovale in una mini conferenza stampa. Prima spiega doviziosamente la sua posizione sull'attacco della Turchia, poi ribadisce che "l'Unione europea deve evitare ritorsioni per i dazi Usa sulle importazioni europee da 7,5 miliardi di dollari che scatteranno dal prossimo 18 ottobre, dopo il verdetto della Wto contro gli aiuti di stato a Airbus".

Mattarella dal canto suo si augura "che sia possibile trovare un metodo di confronto collaborativo che eviti una spirale di ritorsioni. E bisogna e cercarlo subito". "A me sembra che sia preferibile nello spirito transatlantico incontrarsi e confrontare posizioni, trovare insieme - dice il capo della Stato italiano - una soluzione che tenga conto delle reciproche esigenze e delle ragioni. L'alternativa è imporre dazi che porterebbero reazioni per poi trovarci tra qualche mese ai provvedimenti Wto sui finanziamenti alla Boeing. Questo rischia di metterci su una strada che poi renderà indispensabile un punto d'incontro e un'intesa. Quindi tanto vale cercarla subito", sottolinea ancora.

Trump insiste nello spiegare che da parte degli Usa "i dazi non sono una ritorsione, perché l'Unione Europea ha già ottenuto dei vantaggi: si è approfittata della debolezza dei precedenti presidenti", ma aggiunge anche: "Valuteremo le rimostranze" dell'Italia.

Migranti e contributi Nato

Poi, dopo il faccia a faccia a porte chiuse, l'inquilino della Casa Bianca rende omaggio alla nostra cultura e a una della sue icone: Cristoforo Colombo, scopritore dell'America. Poi tesse le lodi dell'Italia "leader nella lotta all'immigrazione illegale". "L'Italia non vuole i confini aperti e gli Usa neanche", continua. Trump sottolineando come "la Libia ha portato una crisi migratoria che sta mettendo una pressione iniqua" sul nostro Paese. "Spero che l'Ue affronti di più questo problema", aggiunge esortando però l'Italia ad aumentare le spese per la Nato". 

"L'Italia resta il quinto contributore Nato e il secondo in termini militari dopo gli Usa, l'Italia è il paese che di più fornisce suoi militari per missioni Nato", gli replica, però, Mattarella ricordando l'ultima missione di sei F35 impegnati nei cieli dell'Islanda.

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Il capo del Quirinale ribadisce poi la "condanna" dell'operazione turca nel Nord-est della Siria. "Siria e Russia odiano l'Isis quanto noi ma noi siamo molto lontani dal punto di vista geografico e dobbiamo portare i nostri soldati a casa ed è quello che farò", dice invece Trump. Poi, rispondendo ai giornalisti, spiega: "Io non ho dato alcun benestare" alla Turchia per l'offensiva militare in Siria, "è stato l'opposto - Anzi ho scritto una lettera molto dura".

Poi si torna a parlare di dazi. "Non vogliamo essere duri con l'Italia, vedremo di affrontare la questione", dice Trump. E aggiunge: "Noi non possiamo perdere questa guerra dei dazi per squilibrio commerciale". Per Mattarella invece "lo spirito transatlantico va mantenuto con forza in ogni ambito, in ogni settore". "Puntiamo a soluzioni negoziali, le tensioni non giovano ad alcuno, crediamo che una reciproca imposizione di dazi sia dannosa per entrambe le nostre economie", insiste il presidente della Repubblica. 

"Guardiamo con favore al sostegno dell'Italia per un accordo commerciale che sia di reciproco interesse con l'Unione europea e che garantisca un piano di gioco equo ai lavoratori americani", dice il collega americano. "Io potrei risolvere il problema all'istante ma sarei troppo duro. Verrebbero imposte tariffe sui prodotti che arrivano in questo paese e per ora cercheremo di evitarlo", aggiunge, auspicando un'intesa tale da scongiurare i dazi che dovrebbero entrare in vigore il prossimo 18 ottobre. Poi arriva la lamentela sul deficit commerciale con l'Italia, che rappresenta circa il 20% del rosso commerciale totale degli Usa con l'Unione europea.