Roma, 2 febbraio 2018 - Marte come non si era mai visto prima. La Nasa ha diffuso un video inedito, una sequenza di foto catturate dalla sonda Curiosity che mostra la superficie del Pianeta Rosso e offre la prospettiva di "come potrebbe essere" il panorama davanti a noi se ci trovassimo proprio lì, al cospetto di quegli spazi sconfinati. Il risultato è piuttosto sorprendente, nel senso che il paesaggio che si staglia all'orizzonte - una landa desolata - non pare poi così lontanto da uno scorcio terrestre. Per mostrarcelo, la fotocamera di Curiosity ha scattato 16 immagini durante l'esplorazione in cima alla formazione rocciosa 'Hematite Ridge', ribattezzata 'Vera Rubin Ridge' in onore dell'astronoma statunitense scomparsa a fine 2016. Le foto - ad alta definizione e risalenti al 25 ottobre 2017 - sono state unite, così da produrre l'effetto che potete osservare qui sotto. La vista sul cratere di Gale che si gode dalla posizione raggiunta da Curiosity è mozzafiato. La sonda, a quel punto, aveva guidato per 17,63 chilometri dal punto di atterraggio e si trovava a 327 metri di altitudine rispetto al livello di partenza.  Il colore delle rocce - spiega la Nasa - è stato 'bilanciato' così da apparire con la tonalità che quelle stesse rocce avrebbero se fossero sul nostro pianeta. Il rover Curiosity è sbarcato su Marte nel 2012.

IL VIDEO DELLA NASA

IL PUNTO - Una volta il grande mistero era la vita su marte. Scienziati di ogni parte del mondo si prodigavano per provarne l'esistenza. Oggi si sa che, quanto meno, c'è un'alta probabilità che microrganismi abbiano abitato il Pianeta Rosso. Adesso, la frontiera sono i viaggi spaziali. Con l'idea che un giorno, chissà, a viverci potrebbero essere proprio gli essere umani. Marte non è però dietro l'angolo. Lo ha ricordato poche settimane fa Samantha Cristoforetti, la nostra Astrosamantha, alla presentazione del master SIOI in Istituzioni e Politiche spaziali: "Bisogna essere realistici - ha detto l'astronauta italiana -. Prima di andare su Marte c'è un pochino di lavoro da fare". Sono idee da guardare "cum grano salis", ha spiegato la Cristoforetti aggiungendo che "servono investimenti". 

LE ULTIME DELLA NASA - Un problema, quello dei fondi, che si sente meno alla Nasa, dove recentemente è stato presentato un progetto per ricaricare le batterie degli esploratori spaziali con una inedita sorgente energetica. Si tratta del reattore nucleare Kilopower: con quattro unità, si può stabilire un avamposto e assolvere alle esigenze di due famiglie medie. Il sistema a fissione nucleare può arrivare a fornire fino a 10 kilowatt di energia elettrica, continuativamente per dieci anni. Il prototipo è stato testato recentemente dalla Nasa, i primi risultati sono incoraggianti. Prima lo sbarco (con le sonde), poi le foto, ora i paesaggi. Aspettando, chissà, il primo selfie (umano) da Marte.