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19 apr 2022

Mariupol, la battaglia finale all'acciaieria Azovstal. Cosa sta succedendo

Il luogo simbolo della guerra in Ucraina "quasi completamente distrutto". Bomba su un ospedale, 300 tra le macerie

19 apr 2022

Roma, 19 aprile 2022 - L'acciaieria Azovstal, diventata ormai il simbolo della resistenza di Mariupol, è ormai quasi completamente distrutta, almeno secondo quanto viene riferito dal battaglione Azov. "Bombe super potenti sono state sganciate sull'impianto e i civili sono sotto le macerie", ha denunciato il vice comandante.

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La seconda fase della guerra in Ucraina, giunta oggi al cinquantacinquesimo giorno, passa da est, dalla definitiva conquista del Donbass e dalla resa definitiva della città affacciata sul Mar d'Azov, dove un contingente misto composto dai soldati della trentaseiesima brigata di fanteria marina, cittadini arruolatisi della guardia nazionale, volontari stranieri, residui di brigate motorizzate e combattenti del reggimento Azov combattono asserragliati in una città semidistrutta. Sono gli ultimi difensori di Mariupol.

Fumo dalle acciaierie Azovstal dopo raid aereo, 18 aprile (Ansa)
Fumo dalle acciaierie Azovstal dopo raid aereo, 18 aprile (Ansa)

L'acciaieria Azovstal è un luogo simbolo, una delle ultime aree sotto il controllo ucraino nella città. In un video citato dalla Cnn si vedono anche donne e bambini rifugiati nel seminterrato. Sopra le loro teste si combatte. Il comandante del battaglione Azov, il tenente colonnello Denys Prokopenko, ha anche detto che le forze russe sparano sull'impianto. Mosca ha prima annunciato che, vista la resistenza e senza una resa, eliminerà i superstiti per completare la tanto sbandierata operazione di 'denazificazione' di questa zona dell'Ucraina. Poi l'ultimatum di questa mattina: arrendetevi e lasciate l'impianto entro le 16. Chiunque deporrà le armi, ha fatto sapere Mosca, verrà risparmiato.

Il servizio di sicurezza ucraino ha diffuso l'intercettazione di una telefonata in cui un militare russo parla di un ordine della leadership di radere al suolo le acciaierie. "Nonostante il numero superiore, gli occupanti russi non possono impadronirsi della Mariupol ucraina. Pertanto vogliono radere al suolo l'acciaieria Azovstal, dove i nostri combattenti tengono la difesa. Gli occupanti trascurano il fatto che anche dei civili si nascondono nell'impianto. I russi stanno preparando 'sorprese' da tre tonnellate dal cielo". Secondo quanto riportato su Twitter dal parlamentare Sergiy Taruta, i russi avrebbero "lanciato una potente bomba su un ospedale vicino all'Azovstal", ma il consigliere del sindaco di Mariupol, Petro Andryushchenko, ha negato che vi fossero nascosti civili, inclusi bambini. Un'enorme colonna di fumo bianco si è innalzata dall'acciaieria.

L'operazione di conquista per le milizie russe resta molto complicata. L'acciaieria Azovstal infatti è un luogo immenso, uno dei più grandi stabilimenti metallurgici d'Europa, un'area affacciata sul mare che copre oltre 11 chilometri quadrati, disseminata di edifici, altoforni, binari e, soprattutto, dotata di una fitta rete di cunicoli sotterranei costruita in epoca sovietica per resistere a un attacco nucleare. Usare la fanteria per una battaglia corpo a corpo, in un ambiente sconosciuto, contro un avversario asserragliato e sì in inferiorità numerica, ma pronto a tutto e a conoscenza dei segreti del luogo dove si trova, è una mossa con rischi di perdite altissimi.

L'acciaieria Azovstal nella mappa di Mariupol (foto Twitter Illia Ponomarenko)
L'acciaieria Azovstal nella mappa di Mariupol (foto Twitter Illia Ponomarenko)

Il reggimento Azov ha preparato da tempo la difesa dell'acciaieria che lo stesso Andriy Biletsky, fondatore della formazione nazionalista, definì "la fortezza di Azov". Possibile che lo sterminato complesso ospiti risorse che consentano, per ora, agli assediati di continuare a resistere. Quel che è certo è che non c'è alcuna via di fuga e che sarebbe impossibile, al momento, per le forze ucraine intervenire e spezzare l'assedio. Sono circondate da ogni lato, devono resistere fino alla fine. Se cedono, non saranno risparmiati. Vladimir Putin, entro il 9 giugno, vorrebbe sventolare la conquista della città. Sarebbe il trofeo da alzare al cielo nella parata del Giorno della Vittoria, ma i difensori di Mariupol resistono.

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