Giovedì 25 Luglio 2024

Francia, Marine Le Pen nel mirino: aperta inchiesta per finanziamenti illeciti

Per la leader di Rassemblement National ipotizzato i reati di appropriazione indebita nell'esercizio di funzioni pubbliche, truffa e falso

Parigi, 9 luglio 2024 - Dal possibile successo, alla delusione per la sconfitta elettorale, fino all'indagine per i finanziamenti. All'indomani del voto in Francia Marine Le Pen si trova a fare i conti non solo con la sfiorata possibilità di governare della sua creatura Rassemblement National, ma ora anche con l'inchiesta aperta il 2 luglio dalla procura che ipotizza come reato l'appropriazione indebita nell'esercizio di funzioni pubbliche, truffa e falso.

Marine Le Pen
Marine Le Pen

La segnalazione di qualcosa di sospetto è arrivata dall'Authority, che ha il compito di controllare le spese della campagna elettorale dei candidati, i quali devono rispettare un plafond di cui una parte viene rimborsata dallo stato.

Già nel dicembre 2022 la Le Pen era finita nel mirino per la spesa, considerata irregolare, per i lavori di verniciatura di 12 pullman affittati con il simbolo della candidata e del partito, per un ammontare di 316.182 euro. In quell'occasione la Le Pen aveva fatto ricorso davanti al Consiglio costituzionale, ma in seguito aveva rinunciato.

Per il suo terzo assalto al'Eliseo l'ex candidata, sconfitta da Emmanuel Macron al ballottaggio, ha investito circa 11,5 milioni di euro nella campagna elettorale. Di irregolarità se ne parlò anche nel 2017 per le voci di alcune spese. E lo scorso giugno, la Cassazione aveva definitivamente convalidato la condanna del RN per le fatture gonfiate per i kit della campagna elettorale utilizzati dai candidati dell'estrema destra nelle elezioni legislative del 2012 e rimborsate dallo stato.

Infine la stessa Marine Le Pen è in attesa in aula di tribunale, con altre 24 persone e il RN, per il processo che la vedrà accusata dal 30 settembre per appropriazione indebita di fondi europei, nel caso della remunerazione di assistenti di eurodeputati fra il 2004 e il 2016.