I sostenitori di Trump in Campidoglio si fotografano con la statua di Reagan (Ansa)
I sostenitori di Trump in Campidoglio si fotografano con la statua di Reagan (Ansa)
Professor Michael Plummer, come giudica ciò che è accaduto a Washington? "Incredibile – risponde il docente della John Hopkins University –, l’evacuazione del vice presidente Pence dal Senato è stato un atto gravissimo, non avrei mai pensato di potervi assistere". Ma è anche sorpreso da come sono finite le cose? "Quello non del tutto. Mi aspettavo qualcosa di ‘speciale’, ma non fino a questo punto. Immaginavo qualche colpo di teatro di Trump. D’altra parte ha sempre detto che se avesse perso non avrebbe accettato il verdetto. Fece così anche prima dei risultati del 2016. Purtroppo temo che nella sua testa sia difficile fare entrare il concetto di sconfitta". Si tratta di una ferita così profonda che può portare alla fine della democrazia...

Professor Michael Plummer, come giudica ciò che è accaduto a Washington?

"Incredibile – risponde il docente della John Hopkins University –, l’evacuazione del vice presidente Pence dal Senato è stato un atto gravissimo, non avrei mai pensato di potervi assistere".

Ma è anche sorpreso da come sono finite le cose?

"Quello non del tutto. Mi aspettavo qualcosa di ‘speciale’, ma non fino a questo punto. Immaginavo qualche colpo di teatro di Trump. D’altra parte ha sempre detto che se avesse perso non avrebbe accettato il verdetto. Fece così anche prima dei risultati del 2016. Purtroppo temo che nella sua testa sia difficile fare entrare il concetto di sconfitta".

Si tratta di una ferita così profonda che può portare alla fine della democrazia Usa?

"No, non penso. Penso che sobillare i suoi seguaci sia l’ultimo gesto, fra i tanti nefasti, fatti da Trump in questi quattro anni. Ma credo fortemente nella capacità di risposta del processo democratico statunitense. D’altronde il presidente Trump ha vissuto di sfide estreme e questa spero sia l’ultima, anche se il clima non si placherà troppo alla svelta".

Sfide in fondo perse…

"Sì. Prendiamo l’esempio della nomina dei giudici della Corte Suprema. Lui era convinto che avrebbero certificato che il conteggio dei voti era sbagliato, chissà perché, solo negli Stati- chiave vinti dai democratici e non altrove. E invece il sistema ha risposto bene e anche i giudici, che riteneva suoi sodali, hanno dimostrato che non si poteva cambiare il risultato solo perché lo voleva Trump".

Quanto ci vorrà per metabolizzare la situazione?

"Vediamo, bisogna aspettare la convalida e la calma tornerà. Certo Trump non si fermerà".

Trump ha attaccato il partito repubblicano, ha detto che è finito...

"Trump non rappresentava del tutto i principi repubblicani, ma molti nel partito avevano paura a contraddirlo. Ora che il potere è passato ai democratici, penso che ci sia la necessità di tornare ai valori autentici repubblicani dimenticando il ciclone Trump".

Che cosa si aspetta dall’ormai ex presidente?

"Ricordiamoci che lui è uno showman, vuole attrarre l’attenzione. La sua mèta non era solo quella di essere rieletto, ma di stare sempre in prima pagina. Userà lo stesso metro anche per i prossimi quattro anni, bisogna ovviamente capire in quanti lo seguiranno. Nel frattempo lui premerà sull’acceleratore perché non penso che rinunci a una sua ricandidatura".

Ma con chi?

"Da indipendente se deve farlo, soldi ne ha".

Chi sono i suoi fedeli, i suoi seguaci, quelli che hanno invaso il Senato?

"Gli scontenti, quelli che pensano che il sistema sia corrotto e contro di loro e che solo Trump sia onesto. Lui li aizza dicendo: avete ragione, io voglio bonificare le paludi e non me lo fanno fare. Magari riesce a risolvere qualche problema, ma poi crea altra corruzione, altre paludi, e i seguaci non se ne accorgono".

QAnon, lo sciamano Jake Angeli e milizie di estrema destra: gli insorti del Congresso

Trump parla di sistema elettorale che non lo ha garantito: non poteva pensarci prima riformandolo?

"Il sistema è sempre stato accettato, non mi risulta che si sia rivolto al Congresso per cambiarlo".

In definitiva, professore: pensa che l’uragano passerà?

"Mi fido della saggezza del popolo americano che continuerà a difendere la democrazia. Non è colpa sua se Trump non è stato capace di farsi rieleggere, anche se penso che senza la pandemia avrebbe vinto. Ma è un uomo che non ha mai detto una volta quello che tutti i suoi predecessori, repubblicani o democratici che siano, hanno sempre detto: sarò il presidente di tutti. Lui lo è stato di una parte, dei suoi fedeli, muovendosi male anche nel suo partito".

Ma alla fine, al giuramento di Biden ci sarà o scapperà su qualche campo da golf…

"Alla fine ci sarà".