Drome (Francia), 8 giugno 2021 - Il presidente Emmanuel Macron schiaffeggiato in pieno volto da un anarchico davanti a tutti. E' successo nella Drome, nel sud-est della Francia, dove Macron ha ricevuto uno schiaffo da un uomo, a cui il presidente si era avvicinato, per i saluti di rito, pur protetto dalle transenne, durante il classico bagno di folla. 
Macron sta compiendo un tour nel dipartimento della Drome, seconda tappa del suo "tour de France dei territori" e a un certo punto si è avvicinato a un gruppo di persone che lo volevano salutare. Ma una di queste gli ha riservato una spiacevole sorpresa.

Il video dello schiaffo è immediatamente finito sui social, dove sta spopolando. Due persone sono state fermate: rischiano fino a 3 anni di carcere e 45mila euro di multa. Non che l'autore del gesto volesse nascondersi: lo schiaffeggiatore presidenziale poco prima si era autodefinito "anarchico" alla testata 'Quotidien', riferisce 'Le Figaro'. Dalle immagini del video che circola sul web è chiaramente giovane e anche abbastanza robusto. Portava degli occhiali e la mascherina d'ordinanza. Secondo i testimoni, l'uomo ha urlato il motto dei nostalgici del re, il grido di battaglia dei Capetingi (seguaci di Ugo Capeto) terza dinastia dei re di Francia: "Montjoie! Saint-Denis!", prima di aggiungere, ben scandito, quell'"A bas la Macronie", abbasso il macronismo, che è lo slogan piuttosto diffuso nelle manifestazioni di protesta.

Screenshot del video dello schiaffo a Macron

Da quanto si può vedere dal video, Macron - che era in visita a Tain-l'Hermitage ed era appena uscito da una scuola alberghiera - si stava allontanando dalla folla trattenuta dietro le barriere e stava per rientrare nell'automobile che lo attendeva. Vedendo le persone che lo chiamavano, il presidente si è riavvicinato alle transenne - correndo in maniche di camicia e mascherina - e il primo uomo verso il quale si è diretto lo ha afferrato per il braccio e colpito con uno schiaffo (mano destra contro guancia sinistra). È immediatamente stato bloccato e posto in stato di fermo - insieme a una seconda persona a lui vicina - dagli uomini della sicurezza del presidente. Le immagini riprendono poi il presidente che si riavvicina alla folla per continuare a parlare con i presenti. Macron, ha fatto sapere l'Eliseo, ha poi continuato la visita.

Il commento di Macron

Quanto al presidente schiaffeggiato, Macron in un certo senso 'porge l'altra guancia': "Va tutto bene, bisogna relativizzare questo incidente che ritengo un fatto isolato": ha detto dopo l'incidente dello schiaffo. "Non permettiamo - ha detto Macron rispondendo alle domande del quotidiano locale, Le Dauphiné Libéré - che fatti isolati, o individui ultraviolenti, come ce n'è sempre qualcuno anche nelle manifestazioni, si impossessino del dibattito pubblico, non lo meritano".

Chi sono gli arrestati

I due uomini arrestati dopo l'aggressione al presidente francese Emmanuel Macron sarebbero vicini ai gilet gialli, stando a quanto riferisce Le Figaro "da fonti ben informate". La gendermeria di Valence ha fermato appunto due persone, Damien T. che avrebbe 28 anni, e Arthur C.  Damien e Arthur sono originari del vicino paese di Saint-Vallier, incensurati. A dare lo schiaffo è stato Damien, esperto di arti marziali, in particolare kendo, e delle antiche arti marziali europee.

Vicini ai gilet gialli, i due avrebbero partecipato a una manifestazione non autorizzata contro Macron, che si è svolta poco prima dell'arrivo del presidente, nella vicina città di Valence. Vi partecipavano 25 persone fra cui agricoltori, gilet gialli e militanti di estrema sinistra. I manifestanti sono stati respinti dalla polizia e hanno ripiegato su Tain-l'Hermitage, dove c'è stata poco dopo l'aggressione. Tutte le persone presente nel perimetro della visita del presidente erano stati perquisiti prima dell'accesso alla zona, comunque transennata. 

Il grido di battaglia

'Montjoie-Saint-Denis!": è il grido di guerra dei re di Francia che è stato pronunciato dall'uomo che ha schiaffeggiato il presidente Emmanuel Macron, proprio nel momento in cui lo ha colpito. Negli ultimi decenni è diventato uno slogan, utilizzato soprattutto dai monarchici. L'espressione è nota anche perché pronunciata nel noto film 'Les Visiteurs', del 1993, con Jean Reno e Christian Clavier. 

Solidarietà bipartisan

Non si sono fatte attendere le reazioni all'episodio. Il premier francese, Jean Castex in Parlamento ha dichiarato: "Lancio un appello a un risveglio repubblicano, ci riguarda tutti, ne va delle basi della nostra democrazia". 
Coinvolto ieri in una polemica per aver evocato gravi violenze nella settimana che precederà le presidenziali del 2022, Jean-Luc Melenchon, leader della sinistra radicale de 'La France Insoumise' è stato il primo a reagire: "Solidarietà al presidente. Ora cominciate a capire che i violenti passano all'azione?". 

Su Twitter Marine Le Pen, leader del partito di estrema destra Rassemblement National, scrive: "E' inammissibile attaccare fisicamente il presidente della Repubblica. Io sono la prima avversaria di Emmanuel Macron, ma lui è il presidente: possiamo combatterlo politicamente, ma non possiamo permetterci minimamente" di aggredirlo fisicamente. Sempre su Twitter, Valérie Pécresse, ex 'Les Re'publicains' e presidente della regione di Parigi, l'Ile-de-France, ha condannato "con forza l'aggressione di cui è stato vittima il presidente della Repubblica" sottolineando che "nessun disaccordo politico può giustificare una simile violenza". In un altro tweet Fabien Roussel, candidato del Partito Comunista Francese alle presidenziali, condanna "con la più grande fermezza l'aggressione di cui è stato vittima il presidente della Repubblica".