Roma, 12 luglio 2021 - Si chiama "long Covid", e riguarda secondo uno studio il 14% dei contagiati. La sua caratteristica, come spiega il nome, è la durata superiore alla media delle altre infezioni Covid: dura circa quattro mesi. Uno studio su questa infezione da Coronavirus la rivista Jama Network Open: nell'articolo vengono confrontati i dati di 641 individui con malattie respiratorie, ma negativi al Covid, con 243 volontari che invece avevano l'infezione. 

Cosa hanno scoperto: in tutti i casi ci sono state variazioni nel battito cardiaco, nel ritmo sonno-veglia e nell'attività fisica. La differenza è che questi parametri impiegano molto più tempo a tornare normali in chi è stato colpito dal Covid. Chi ha affrontato la malattia in media non ritorna ad avere una frequenza cardiaca normale prima di due mesi e mezzo, all'attività fisica prima di un mese, e ifine il ritmo sonno veglia, fondamentale anche per il cuore, si regolarizza circa a 24 giorni dalla diagnosi. 

Ma per chi ha avuto il 'long Covid' i sintomi sono durati molto più a lungo: la frequenza cardiaca rimane più alta del normale per quattro mesi. 

Secondo i ricercatori chi ha la forma 'cronica' della malattia di solito ha sintomi più gravi all'inizio rispetto a chi non la sviluppa, una delle autrici, Jennifer Radin, dello Scripps Research Translational Institute: "I nostri dati suggeriscono che la gravità dei sintomi iniziali, a partire dall'alterazione della frequenza cardiaca, possono essere usati per predire quanto impiegherà il paziente a guarire dall'infezione".