Roma, 21 settembre 2020 -La Gran Bretagna è sull’orlo di una seconda ondata di Covid-19, con lo spettro di un nuovo lockdown per Londra sempre più concreto. Ieri il primo ministro britannico ha fatto sapere che multe salatissime – da 10mila sterline l’una – entreranno in vigore per chiunque rompa l’autoisolamento che sarà reso obbligatorio per legge nei confronti di tutte le persone entrate in contatto con qualcuno affetto dal morbo. Il ritorno del Coronavirus in autunno era stato previsto da mesi, ma il Paese sembra incapace di organizzarsi in modo serio: mancano i tamponi...

Roma, 21 settembre 2020 -La Gran Bretagna è sull’orlo di una seconda ondata di Covid-19, con lo spettro di un nuovo lockdown per Londra sempre più concreto. Ieri il primo ministro britannico ha fatto sapere che multe salatissime – da 10mila sterline l’una – entreranno in vigore per chiunque rompa l’autoisolamento che sarà reso obbligatorio per legge nei confronti di tutte le persone entrate in contatto con qualcuno affetto dal morbo. Il ritorno del Coronavirus in autunno era stato previsto da mesi, ma il Paese sembra incapace di organizzarsi in modo serio: mancano i tamponi praticamente dappertutto, vanno presi appuntamenti impossibili online per presentarsi ai centri diagnostici e quei pochi che ci riescono vengono mandati dall’altra parte del paese a farsi tamponare. Inoltre ci vogliono più di 48 ore per ricevere i risultati, col rintracciamento dei contatti esposti al virus che è, come ha detto il capo dell’opposizione Keir Starmer, nel "caos più totale".

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Le scuole sono ricominciate all’inizio di settembre e, in parallelo, il governo ha incoraggiato la popolazione a ritornare al lavoro, dopo che l’economia era praticamente collassata durante il lockdown nazionale a marzo. Ma appena poche settimane dopo il tentativo di ritorno alla normalità, i casi continuano a moltiplicarsi (ieri erano 3.899, ma la scorsa settimana sono stati oltre 5mila al giorno) e il fattore di riproduzione R è di nuovo all’1.5. Gli ospedali di Londra registrano un incremento di afflusso nei reparti di cure intensive e ci sono nuovi problemi nelle case di cura, teatri del maggior numero di decessi nei primi mesi dell’anno (più di 25mila persone anziane sono morte).

Tra le misure previste questa settimana, ci potrebbe essere un nuovo lockdown nella capitale, fortemente voluto dal sindaco Sadiq Khan. Ieri il ministro della sanità, Matt Hancock, non l’ha escluso. "Sono in corso discussioni su un potenziale lockdown a Londra – sono state le sue parole nel corso di un’intervista a Sky News –. Le persone si sono rilassate durante l’estate, ora è il momento in cui tutti devono tornare a seguire le regole". Nel frattempo da domani il confinamento a livello locale nel Regno Unito riguarderà 15 milioni di persone.

Boris Johnson aveva promesso al paese il "migliore sistema mondiale" di test, ma la realtà è ben diversa e il virus pare di nuovo essere fuori controllo. Secondo gli esperti, serve un lockdown immediato per evitare gli errori commessi a marzo, quando la Gran Bretagna ha aspettato troppo a imporre le misure restrittive, con conseguenze tragiche. Il problema, secondo molti analisti, sarebbe la resistenza degli inglesi ad indossare le mascherine e a mantenere le distanze sociali, fondamentali per il controllo della pandemia. Il paese, durante l’estate, sembra essersi dimenticato della letalità del virus e, con la guardia abbassata, è chiaro che i casi si ammassano.