28 feb 2022

"Lo zar è paranoico e si crede invincibile. Ma se tocca l’atomica l’esercito si rivolta"

Il politologo francese Moisi: l’operazione Ucraina non piace ai militari, l’insubordinazione degli ufficiali è dietro l’angolo. "Putin è un grande tattico, ma un pessimo stratega. Questa guerra è la sua fine: il popolo è stanco e la crisi economica morde"

giovanni serafini
Esteri
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Una donna ucraina piange in un corteo a Napoli (Ansa)

"Ricorrere all’arma atomica? Putin è un pazzo e nel suo delirio potrebbe anche pensare di farlo, ma sarebbe la sua fine e precipiterebbe dal piedistallo perché i suoi ufficiali rifiuterebbero di eseguire l’ordine". È la convinzione del geopolitologo francese Dominique Moisi, docente alla Harvard University, il Collège d’Europe e il King’s College di Londra. Autore di opere importanti (Geopolitica dell’emozione, Per una rinascita dell’Europa), Dominique Moisi è vice direttore dell’IFRI, l’Institut Français des Relations Internationales. Guerra Ucraina, nella notte esplosioni a Kiev e Kharhiv. Oggi i negoziati Coda alla frontiera per tornare in Ucraina. "Firmo l'elmetto del primo russo che uccido" Contro chi punterebbe l’arma nucleare? Gli Stati Uniti? L’Europa? "Domanda tragica. In prima linea dovrebbe esserci l’Europa, ma Putin è affetto da una visione paranoica del mondo e dell’umanità. È un grande tattico, ma uno stratega miserabile. Si crede invincibile e sarà proprio questa sua convinzione a farlo perdere. Nel suo delirio non si rende conto che la catena di comando potrebbe esautorarlo. Ci sarebbe una rivolta degli ufficiali. Non solo i militari ma anche i russi, per non parlare del resto del mondo, lo guarderebbero con orrore". Guerra in Ucraina in diretta: raid e bombardamenti sulle città Cosa le fa credere che si possa dire ’no’ allo zar? "Lanciare una bomba atomica oggi è impensabile e Putin lo sa. Sa anche che all’interno del suo esercito esistono una certa riluttanza e non poche esitazioni nei confronti dell’operazione Ucraina. Non c’è una grande compattezza. Centinaia e centinaia di giovani coscritti mandati al fronte sono morti negli scontri con la resistenza ucraina. Numerosi ufficiali russi sono caduti. Quando le loro bare torneranno in patria, il popolo potrebbe svegliarsi e accorgersi che questa è la guerra di Putin, non la sua". Trattandosi di un dittatore, qual è la differenza? "I giovani ...

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