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30 mag 2022

"Lo stop al gas russo è un suicidio. Putin si ferma con sanzioni a tappe"

L’analista Giumelli: "Tagli progressivi vincolati alla tregua". A Bruxelles niente intesa sull’embargo al petrolio

30 mag 2022
alessandro farruggia
Esteri
French engineer and specialist in 3D data acquisition Emmanuel Durand uses his laser-scanner on May 26, 2022, to map the architecture of the Karkhiv fire station built in 1887. - Shells and missiles have been falling on cities since the start of the war in Ukraine, damaging historic buildings. Cultural services try to preserve their memory and record the damages with advanced laser technology and 3D scans. (Photo by Dimitar DILKOFF / AFP)
Karkhiv distrutta, al lavoro tra le macerie per mappare la sua architettura (Ansa)
French engineer and specialist in 3D data acquisition Emmanuel Durand uses his laser-scanner on May 26, 2022, to map the architecture of the Karkhiv fire station built in 1887. - Shells and missiles have been falling on cities since the start of the war in Ukraine, damaging historic buildings. Cultural services try to preserve their memory and record the damages with advanced laser technology and 3D scans. (Photo by Dimitar DILKOFF / AFP)
Karkhiv distrutta, al lavoro tra le macerie per mappare la sua architettura (Ansa)

Professor Francesco Giumelli, docente di Relazioni internazionali all’università di Groningen in Olanda e grande esperto di sanzioni, anche stavolta pare che l’Europa non riuscirà, nel vertice di oggi e domani, a bloccare il petrolio e tantomeno il gas russo. Siamo troppo divisi. "Non mi sorprende che non si trovi un accordo, ma non è detto che sia una cattiva notizia, per come queste sanzioni sembrano essere disegnate". In che senso non è una cattiva notizia? Putin finanzia la guerra con le vendite di gas e petrolio... "Mi spiego. Le sanzioni su petrolio e gas sono qualcosa di simile all’azione di un kamikaze. Fa grandissimi danni, ma uccide anche l’autore. Sanzioni progressive ma definitive su petrolio e gas, fuor di metafora, sono molto costose per chi le attua, portano ad una economia di guerra. E il problema vero è che non è detto che convincano la Russia a interrompere l’aggressione all’Ucraina". Perché? "Se noi diciamo che tra sei o otto mesi interromperemo l’acquisto di petrolio e di gas russo il messaggio che diamo è che sarà per sempre. Che non torneremo più indietro. Ora, questa non è più una sanzione, questa è una decisione di strategia energetica. Si può fare, anzi probabilmente è bene in prospettiva farlo perché dipendevamo troppo dalle importazioni energetiche russe, ma se l’obiettivo è fermare la guerra, a quel punto, qual è l’incentivo per Mosca di interrompere l’aggressione? La sanzione o è reversibile, o non è una sanzione". Quindi le sanzioni sul gas e sul petrolio non sono una buona idea? "Non è detto. Dipende come vengono fatte. Se vogliamo disegnare sanzioni energetiche che funzionino per fermare la guerra, sarebbe meglio dire alla Russia: dal prossimo mese riduciamo gli acquisti del 10%, il mese successivo del 20%, quello dopo del 30%, quindi del 40% e a salire ...

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