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17 mag 2022

Libia, scontri a Tripoli all'arrivo del premier di Haftar e Putin. Cosa sta succedendo

Duri combattimenti nella capitale all'arrivo di Bashagha, nominato dal Parlamento di Tobruk. Ferita la guardia davanti all'ambasciata italiana. Dopo poche ore l'uomo del generale Haftar ha lasciato la città. Il premier Dbeibah: mi dimetto solo con un governo eletto. Il petrolio e il gas libico nel mirino di Mosca

17 mag 2022
A member of forces loyal to Libya's Tripoli-based Prime Minister Abdulhamid Dbeibah stands before a military MRAP (Mine-Resistant Ambush Protected) vehicle in the capital Tripoli on May 17, 2022 hours after forces of the rival Tobruk-based government withdrew following heavy fighting between opposing militias. - Fathi Bashagha, who was named premier in February by the parliament in the eastern city of Tobruk, and his ministers "have left Tripoli to preserve the security and safety of citizens," a statement from their press service said. Bashagha has been attempting to take over government institutions in Tripoli, but Prime Minister Abdulhamid Dbeibah has insisted he will only cede power to an elected successor. (Photo by Mahmud Turkia / AFP)
Un soldato libico fedele a Dbeibah (Ansa)
A member of forces loyal to Libya's Tripoli-based Prime Minister Abdulhamid Dbeibah stands before a military MRAP (Mine-Resistant Ambush Protected) vehicle in the capital Tripoli on May 17, 2022 hours after forces of the rival Tobruk-based government withdrew following heavy fighting between opposing militias. - Fathi Bashagha, who was named premier in February by the parliament in the eastern city of Tobruk, and his ministers "have left Tripoli to preserve the security and safety of citizens," a statement from their press service said. Bashagha has been attempting to take over government institutions in Tripoli, but Prime Minister Abdulhamid Dbeibah has insisted he will only cede power to an elected successor. (Photo by Mahmud Turkia / AFP)
Un soldato libico fedele a Dbeibah (Ansa)

Tripoli, 17 maggio 2022 - Duri scontri a Tripoli all'arrivo di Fatih Bashagha, il premier designato dal Parlamento di Tobruk. Nella capitale libica i sostenitori di Abdul Hamid Dbeibah, a capo del governo di unità nazionale insediato con l'ok dell'Onu, si sono opposti alle fazioni che appoggiano l'uomo forte del generale Haftar. I combattimenti, ripresi anche in vari video, sono cominciati all'alba quando il corteo di auto di Tobruk ha fatto il suo ingresso a Tripoli, nonostante l'esecutivo rivale avesse rifiutato di cedere il potere e ordinato all'aeronautica militare di "colpire i movimenti militari non autorizzati nella capitale". Dopo poche ore, e vista la tensione crescente, Bashagha ha lasciato la capitale, scrive il Libya Observer. In alcune zone della città si spara ancora. Negli scontri è stato ferito da proiettili vaganti anche un agente a guardia dell'ambasciata italiana.

Scontri a Tripoli (Ansa)
Scontri a Tripoli (Ansa)

Cosa sta succedendo

Il governo di unità nazionale di Abdul Hamid Dbeibah si era insediato il 15 marzo 2021 dopo che una mediazione dell'Onu aveva portato a un accordo tra le fazioni libiche. Lo scopo era che l'esecutivo scelto portasse il Paese alle elezioni, in modo da mettere fine a dieci anni di guerra civile nel post Muammar Gheddafi. Ma Dbeibah, causa opposizioni e crisi tra i leader politici, non riuscì a portare la LIbia alle urne come previsto lo scorso 24 dicembre, rinviando la consultazione a tempo indeterminato. Così lo scorso marzo il Parlamento di Tobruk, considerato scaduto il mandato del governo di unità nazionale guidato da Dbeibah, ha dato la fiducia all'esecutivo di guidato da Bashagha. Quindi oggi il comunicato "l'arrivo del primo ministro del governo libico Fathi Bachagha, accompagnato da diversi ministri, nella capitale Tripoli, per iniziare lì il suo lavoro", ha scatenato la reazione del governo della capitale. Bashagha è sostenuto dal maresciallo della Cirenaica Khalifa Haftar (Appoggiato anche da Mosca), che già nel 2019 aveva tentato di conquistare la capitale, ma era stato respinto dall'intervento di Istanbul in sostegno dell'allora premier Fayez al-Serraj. A Tripoli diverse fazioni sono ancora con Dbeibah, il quale ha dichiarato che si dimetterà solo per lasciare il posto a un governo eletto.

Scontri all'alba

Fin dalle prime ore del mattino le fazioni rivali si sono affrontate, il via è arrivato con il comunicato dell'arrivo in città di Fathi Bachagha e della sua delegazione per "iniziare il suo lavoro". Un cronista di France Presse ha confermato i duri combattimenti: Bachagha avrebbe deciso di entrare a Tripoli, nonostante sapesse del rischio di scontri, grazie all'ok della brigata islamica Nawasi, finora legata a premier Dbeibah. Poi la situazione è degenerata, e secondo i media libici, l'uomo di Haftar ha dovuto fare marcia indietro e la sua uscita indenne dalla città sarebbe stata garantita dalla brigata 444. Lo stesso Bashagha aveva dichiarato in più occasioni di voler insediare in modo pacifico il proprio governo nella capitale.

Petrolio, gas e l'ombra Putin

L'instabilità politica in Libia ha portato, anche nelle scorse settimane, a ripetute interruzioni della produzione petrolifera. Il greggio è principale fonte di introiti del Paese nordafricano, ma le tensioni interne sulla divisione dei proventi non sono le sole a tenere banco. Il petrolio della Libia, e ora con la guerra in Ucraina anche il gas, fanno gola a molti. Non a caso Joe Biden e Mario Draghi hanno parlato anche di Libia nel loro incontro a Washington dei giorni scorsi:  "La Libia può essere un enorme fornitore di gas e petrolio, non so per l'Italia ma per tutta Europa", ha sottolineato il premier italiano. "Tu cosa faresti?", gli avrebbe chiesto Biden. "Dobbiamo lavorare insieme per stabilizzare il Paese", è stata la risposta di Draghi. Stabilizzazione difficile se si pensa che ora Haftar, uomo del Cremlino in Cirenaica, sta per mettere le mani su Tripoli. Secondo le intelligence occidentali il presidente Vladimir Putin ha iniziato da tempo ad accerchiare le rotte energetiche occidentali, e molti dei mercenari russi richiamati per combattere in Ucraina, erano all'opera in Libia, Siria, e anche in Mali e Centrafrica. 

Italia e Usa: calma ed elezioni

L'Ambasciata italiana in Libia su Twitter ha rimarcato Tripoli "non deve essere ostaggio di lotte politiche". "Esortiamo tutti gli attori a rispettare il loro impegno ad astenersi dalla violenza e chiediamo sforzi immediati e sinceri per un percorso consensuale verso le elezioni nazionali da raggiungere negli sforzi di mediazione facilitati dalle Nazioni Unite in corso al Cairo", è l'appello dell'ambasciata. Anche la diplomazioa Usa a Tripoli, in una nota, ha espresso preoccupazione per gli scontri armati e ha ribadito la necessità di elezioni che diano al Paese un governo con legittimità popolare. "L'unico modo praticabile per raggiungere una leadership legittima è permettere ai libici di scegliere i loro leader. I colloqui costituzionali in corso al Cairo sono più importanti che mai".

Ferita la guardia all'ambasciata italiana

Da un tweet del sito Abaad News si apprende che un agente a guardia della sede diplomatica italiana è stato ferito negli scontri: "L'Amministrazione della protezione delle missioni diplomatiche annuncia il ferimento di uno dei propri elementi per colpi di arma da fuoco esplosi negli scontri che si sono verificati a Tripoli, mentre sta lavorando per proteggere l'ambasciata italiana". La guardia è stata colpita da proiettili vaganti e non presa di mira da assalitori. L'Ambasciata italiana ha confermato con un cinguettio: "Auguriamo una pronta guarigione ad Hisham, membro della Polizia Diplomatica ferito da un colpo in caduta durante gli scontri di questa mattina", si legge su Twitter: "Siamo vicini alla famiglia, al capitano ed ai suoi colleghi della Polizia Diplomatica. Aspettiamo di rivederlo presto in servizio".

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