Libyan troops loyal to Khalifa Haftar, a retired general and former chief of staff for Moamer Kadhafi, sit on an amoured personnel carrier (APC) during a demonstration calling on the international community to arm the Libyan army on August 14, 2015 in the eastern Libyan city of Benghazi. The Tobruk-based government (recognised by the international community) said in a statement that world powers were using "double standards" by fighting IS in Syria and Iraq and "turning a blind eye" to the presence of the jihadists in Libya.   AFP PHOTO / ABDULLAH DOMA
Libyan troops loyal to Khalifa Haftar, a retired general and former chief of staff for Moamer Kadhafi, sit on an amoured personnel carrier (APC) during a demonstration calling on the international community to arm the Libyan army on August 14, 2015 in the eastern Libyan city of Benghazi. The Tobruk-based government (recognised by the international community) said in a statement that world powers were using "double standards" by fighting IS in Syria and Iraq and "turning a blind eye" to the presence of the jihadists in Libya. AFP PHOTO / ABDULLAH DOMA

Tripoli, 4 marzo 2016  - Si stringe il cerchio di Khalifa Haftar sulle forze dell'Isis a Bengasi. Il generale, capo di stato maggiore e ministro della Difesa del governo transitorio libico di Tobruk, con due sue brigate dell'Esercito federale ha raggiunto l'università della città. Secondo il portavoce della Brigata dei Martiri di al Zawiya, un gruppo di miliziani dell'Isis è stato circondato e si nasconde nell'Università di Bengasi, situata nella parte occidentale della città. 

L'esercito libico ha compiuto giovedì importanti progressi e ha assunto il controllo del quartiere universitario e, in serata, della Caserma 17 Febbraio. Ora i militari stanno avanzando saldamente verso ovest e hanno inflitto, secondo la fonte, perdite pesanti alle milizie islamiste. 

Ma è uno scontro a tre, infatto oltre all'Isis, Haftar combatte contro le milizie del Consiglio dei rivoluzionari di Bengasi, di cui fanno parte i salafiti di Ansar al Sharia, che per la prima volta hanno annunciato di essersi ritirati da alcuni quartieri di Bengasi. 

L'avanzata dell'Esercito libico sembra inarrestabile. "Abbiamo deciso di ritirare i nostri uomini da alcuni quartieri per salvare le loro vite. Chiediamo che vengano salvati i nostri uomini musulmani e promettiamo di integrarci nelle forze armate se in cambio si porrà fine all'uccisione dei mujaheddin".