ROMA, 19 aprile 2019 - Italia e Francia chiedono il cessate il fuoco in Libia. "La nostra posizione comune e condivisa è che si debba arrivare in tempi rapidi a un cessate il fuoco" ha detto il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi al termine di un colloquio con il collega francese Jean-Yves Le Drian. Italia e la Francia si ricompattano dopo un periodo difficile nei loro rapporti. È il capo della diplomazia francese a sottolineare come le «nubi» tra i due Paesi si siano ormai diradate e "sia arrivato il momento di premere l'acceleratore, insieme, sul dialogo per arrivare ad una soluzione politica". 

Non è possibile fare nulla in Libia se non c'è un'intesa franco-italiana solida. Non è possibile pensare a nessuna soluzione militare nella crisi in Libia, solo con il dialogo politico si può arrivare alle elezioni" ha sottolineato il ministro degli Esteri francesi Jean-Yves Le Drian. "L'obiettivo di evitare una deriva del terrorismo in Libia - ha aggiunto Moavero - è comune, riguarda la Libia stessa e la comunità internazionale. Per fare ciò bisogna che gli scontri armati cessino e si riprenda a discutere, anche animatamente, ai tavoli". "Fra qualche giorno, la settimana prossima - ha annunciato Moavero -  ci sarà una riunione a Roma tra i direttori politici dei ministeri degli Esteri di Francia e Italia e degli altri Paesi interessati a trovare una soluzione alla crisi in Libia".  "La Francia - ha ribadito ieri una nota della presidenza francese - appoggia il governo legittimo del primo ministro Fayez al-Sarraj e la mediazione dell'Onu per una soluzione politica inclusiva in Libia".

TRUMP TELEFONA AD HAFTAR - Il presidente americano, Donald Trump, ha parlato al telefono con il maresciallo libico, Khalifa Haftar, per "discutere degli sforzi antiterrorismo in corso e la necessità di raggiungere pace e stabilità in Libia". Lo ha riferito la Casa Bianca. Nel colloquio, il presidente Usa ha anche riconosciuto "il ruolo significativo" di Haftar "nel combattere il terrorismo e salvaguardare le riserve petrolifere libiche. I due hanno discusso una visione condivisa per una transizione della Libia verso un sistema politico democratico e stabile". Il che significa tutto e niente. Il probema è che mentre la Russia sostiene Haftar, gli Stati Uniti non hanno ancora deciso il da farsi e una telefonata del genere rischia di essere per Hafatr un ricoscimento e un via libera.

Stati Uniti e Russia non sostengono la risoluzione del Consiglio di Sicurezza Onu elaborata dalla Gran Bretagna che chiede un cessate il fuoco immediato in Libia. Lo hanno rivelato fonti diplomatiche del Palazzo di Vetro, precisando che la Russia si oppone al documento perché menziona l'Esercito nazionale libico (Lna) del generale Khalifa Haftar come origine dell'ultima offensiva verso Tripoli. Gli Usa - proseguono le fonti - non hanno invece motivato la loro posizione, ma starebbero cercando di prendere tempo mentre l'amministrazione Trump valuta come affrontare gli ultimi sviluppi in Libia. Washington e Mosca hanno spiegato le loro posizioni nel corso di una riunione a porte chiuse del Consiglio di Sicurezza  durante la quale l'inviato speciale dell' Onu in Libia Ghassan Salame - spiegano le fonti - ha lanciato un appello per il cessate il fuoco. Avvertendo che nel paese si sta riversando un flusso di armi e che ci si sta dirigendo verso una grave situazione umanitaria. Dopo il fallimento dei negoziati per trovare un accordo in Consiglio di Sicurezza, non è chiaro se la Gran Bretagna continuerà a discutere il testo la prossima settimana.

HAFTAR CACCIATO DA GHARIAN? - Il Gna di serraj avrebbe cacciato le forze di Haftar dalla città di Garian, a 80 chilometri a sud di Tripoli, effettuando "una caotica ritirata" sostiene la tv libica Al Ahrar, citando una fonte militare del governo d'intesa. Il sindaco della città, Youssef Bederi, ha poi riferito all'emittente che le forze a protezione di Garian si sono scontrate con quelle di Haftar nei quartieri di Taghsat, Taghrena, Bani Wazir et Al Magharba. Secondo altre fonti le forze del GNA sarebbero ancora alle porte di Gharian. 

SALE BILANCIO MORTI - È salito a 27.000 il numero degli sfollati secondo l'Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari umanitari (Ocha). Cresconbo anche le vittime: è di 213 morti e 1009 feriti il nuovo bilancio dei combattimenti in Libia seconbdo il conmteggio dell'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms). Altre fonti danno cifre più alte. Secondo l'Associazione dei medici stranieri presenti in Italia (Amsi) è  di almeno 240 morti, tra cui 75 bambini, 1.400 feriti e 42 donne stuprate il bilancio degli scontri nei pressi della capitale libica, Tripoli. Ci sarebbero anche almeno dieci combattenti europei tra le vittime registrate in Libia a causa degli scontri in atto. Lo riferisce all'ANSA Foad Aodi, presidente dell'Associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) e Consigliere dell'Ordine dei medici di Roma. I medici libici testimoniano che "almeno dieci vittime sarebbero, dalla fisionomia, combattenti europei. Sono - affermano - tutti senza documenti, una prassi utilizzata in Libia per i combattenti stranieri". Tra i combattenti, secondo quanto riferito dai medici libici, ci sarebbero anche "francesi, russi e americani".

APPELLO DELL'UNICEFQuasi 1.800 bambini sono tra i civili che hanno urgente bisogno di essere evacuati dalle zone in prima linea di combattimento in Libia. Il grido d'allarme arriva dall'Unicef che denuncia i rischi dell'escalation del conflitto nel paese nordafricano. L'Unicef indica inoltre che sono in grave pericolo i quasi 1.000 bambini rifugiati e migranti tenuti nei centri di detenzione. Altri 7.300 bambini sono gia' stati sfollati dalle loro case a causa delle violenze.