Marine Le Pen e Anne Hidalgo: in questi tempi in cui si guarda con più attenzione alla presenza femminile, era inevitabile che le due star rivali della politica francese salissero sul palcoscenico per darsi battaglia (per la verità ce n’è anche una terza, Valérie Pecresse, presidente dell’Île-de-France, ma non pare avere molte chances). L’obiettivo è la poltrona dell’Eliseo che Emmanuel Macron difende a spada tratta con la probabilità – dicono i sondaggi – di vedersi rinnovare il mandato e conservarla per altri quattro anni. La prima, Marine, ha 53 anni ed è una francese purosangue nata a Neuilly-sur-Seine, il quartiere...

Marine Le Pen e Anne Hidalgo: in questi tempi in cui si guarda con più attenzione alla presenza femminile, era inevitabile che le due star rivali della politica francese salissero sul palcoscenico per darsi battaglia (per la verità ce n’è anche una terza, Valérie Pecresse, presidente dell’Île-de-France, ma non pare avere molte chances). L’obiettivo è la poltrona dell’Eliseo che Emmanuel Macron difende a spada tratta con la probabilità – dicono i sondaggi – di vedersi rinnovare il mandato e conservarla per altri quattro anni.

La prima, Marine, ha 53 anni ed è una francese purosangue nata a Neuilly-sur-Seine, il quartiere residenziale più chic di Parigi. La seconda, Anne, ha 62 anni ed è di origini modeste, figlia di repubblicani spagnoli emigrati in Francia quando aveva tre anni. Entrambe sono divorziate, entrambe hanno 3 figli, entrambe sono arrivate alla politica partendo da una laurea in giurisprudenza. “Figlia d’arte”, Marine si è formata seguendo le orme del padre Jean-Marie fino al giorno in cui lo ha estromesso dal partito. Anne sognava invece di fare la ballerina o la giornalista prima di essere scoperta dall’allora segretaria del Ps Martine Aubry, divenuta la sua protettrice.

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La vita politica ha modificato radicalmente il loro carattere, in direzioni opposte. Marine Le Pen ha cancellato i toni aggressivi degli inizi fino a mostrarsi nell’ultimo periodo estremamente conciliante, quasi timida, pur di staccarsi di dosso l’aura sulfurea dell’estrema destra. Adesso sfoggia tailleurs blu notte, capigliature biondo cenere e sorrisi maliziosi quando non vuole o non sa cosa rispondere.

Anne Hidalgo invece, dopo essere stata per lunghi anni una figura di secondo piano all’ombra del sindaco di Parigi Bertrand Delanoë, si è trasformata a sorpresa in una “tigresse” e ha espugnato a sua volta l’Hotel de Ville nel 2014. Paladina pura e dura della “gauche” radical chic, ha dichiarato guerra all’automobile in nome dell’ecologia, imposto un limite di 30 chilometri l’ora in città e avviato grandi lavori per lasciare spazio nei boulevards a ciclisti e pattinatori.

Per avere mani libere nella campagna per le presidenziali 2022 Marine Le Pen ha annunciato a Fréjus, roccaforte della destra, di aver lasciato al giovane Jordan Bardella la direzione del Rassemblement National: "La logica m’impone di uscire dalle logiche partigiane", ha spiegato. Sconfitta due volte nella gara per l’Eliseo, battuta nel 2012 da François Hollande e nel 2017 da Emmanuel Macron, gioca il tutto per tutto: se dovesse fallire anche stavolta, molti si chiederebbero a cosa serve un leader che ottiene tanti voti (10 milioni nel 2017), ma senza mai conseguire il risultato.

Difficile il compito anche per la Hidalgo, che non può contare sull’aiuto del partito vista la crisi del Ps: annunciando la sua candidatura a Rouen, l’attuale sindaca di Parigi ha promesso aumenti salariali per insegnanti e personale sanitario, difesa a oltranza della funzione pubblica e impegno per un paese a bassa emissione di carbonio. I sondaggi le attribuiscono però solo il 7%. L’ipotesi più verosimile è dunque quella di un duello finale tra Macron (oggi fra il 24 e il 26%) e la Le Pen (dal 19 al 23%).