Roma, 11 febbraio 2021 - Era unanimente riconosciuto come il re del porno. Larry Flynt, fondatore della rivista 'Ustler' è morto a 78 anni. Flynt - a quanto si è saputo - si è spento nel sonno per insufficienza cardiaca al Cedars-Sinai Medical Center di Los Angeles con la famiglia al suo fianco.

Una vita avventurosa. Basti pensare che negli oltre 50 anni di carriera come editore, ha subito diversi processi per oscenità ed è stato vittima anche di un tentato omicidio, nel 1978 davanti a un tribunale in Georgia, che lo ha costretto alla sedia a rotelle. Se ne era fatta costruire una placcata in oro e rivestita di velluto. L'attentato era stato attribuito al serial killer neonazista Joseph Paul Franklin, che però non è mai stato condannato per questo attacco. Tuttavia Franklin è stato giustiziato mediante iniezione letale nel 2013 per altri reati, per lo più omicidi spesso legati alla sua ideologia neonazista e suprematista bianca.

La carriera

Nato nel Kentucky nel 1942, ha iniziato la sua carriera nell'industria per adulti lanciando uno strip club in Ohio insieme a suo fratello. Il 1974 è un anno importante: esce infatti la rivista 'Hustler' che al culmine della sua diffusione veniva acquistata da circa tre milioni di persone ogni mese. Inevitabile che le le sue battaglie legali pionieristiche finissero al cinema raccontate nel film del 1996 'Larry Flynt - Oltre lo scandalo' di Milos Forman con Woody Harrelson protagonista e lo stesso Flynt in un cameo in cui interpretava un giudice.

E' famosa la sua citazione in giudizio da parte del telepredicatore Jerry Falwell a causa di un fumetto apparso su Hustler nel 1983 in cui Falwell era protagonista di una parodia sessuale di sé stesso. Il telepredicatore ha chiesto a Flynt un risarcimento pari a 50 milioni di dollari per diffamazione e ha vinto in primo grado, ma il caso è andato alla Corte Suprema degli Stati Uniti. Flynt ha poi vinto la causa con un verdetto unanime che ha rafforzato i diritti alla libertà di parola e la protezione della satira negli Stati Uniti. 

Un impero

Il suo impero commerciale si estendeva ad altre aree dell'intrattenimento, al di là della pornografia, e a un certo punto si riteneva che avesse un fatturato di 150 milioni di dollari. Ultimamente era tornato alla ribalta per le sue critiche all'ex presidente Usa Donald Trump, producendo un film porno parodia dal titolo 'The Donald'.