Alla fine la Colonial Pipeline ha pagato il riscatto e il petrolio bloccato dagli hacker russi tornerà a scorrere nel più grande oleodotto degli Stati Uniti che collega il Texas a New York. Lo rivela Bloomberg news dopo che i dirigenti della società nei giorni scorsi, avevano smentito il pagamento e continuavano a formarsi code sempre più lunghe davanti ai distributori quasi a secco. "Il carburante comincia a fluire, Colonial Pipeline –ha detto ieri il presidente Biden – dovrebbe raggiungere la piena operatività entro il week end. Non c’è nessuna ragione per avere panico e cercare di rifornirsi di benzina a tutti i costi". Il mistero e il giallo sul pagamento di 5...

Alla fine la Colonial Pipeline ha pagato il riscatto e il petrolio bloccato dagli hacker russi tornerà a scorrere nel più grande oleodotto degli Stati Uniti che collega il Texas a New York.

Lo rivela Bloomberg news dopo che i dirigenti della società nei giorni scorsi, avevano smentito il pagamento e continuavano a formarsi code sempre più lunghe davanti ai distributori quasi a secco. "Il carburante comincia a fluire, Colonial Pipeline –ha detto ieri il presidente Biden – dovrebbe raggiungere la piena operatività entro il week end. Non c’è nessuna ragione per avere panico e cercare di rifornirsi di benzina a tutti i costi".

Il mistero e il giallo sul pagamento di 5 milioni di dollari di riscatto chiesti dai sabotatori di origine russa, si sarebbe chiarito quando si è stato scoperto che sarebbe avvenuto in criptovaluta e quindi non rintracciabile. Secondo l’FBI il dito rimane puntato contro DarkSide, un gruppo criminale che è stato visto operare non solo in Russia ma anche nell’Europa dell’Est.

I servizi segreti americani e l’intelligence alla caccia dei Cyber assalitori che con il loro attacco hanno bloccato l’impianto di distribuzione che attraversa diversi stati Usa, sono convinti che il governo russo non sarebbe coinvolto nell’atto di sabotaggio dell’oleodotto, ma si tratterebbe dell’opera di un’organizzazione criminale nota per pretendere forti riscatti dai loro target.

"Non c’è dubbio che parlerò di questo cyber attacco durante il mio incontro con il presidente Putin", ha aggiunto Biden lasciando intendere che il summit con il capo del Cremlino che avverrà a giugno in una capitale neutra dopo il G7 in Europa, non può più attendere.

La questione, dopo i precedenti sulle infiltrazioni durante le elezioni Usa del 2016 e del 2020, riveste direttamente la sicurezza nel mantenimento dei rapporti tra Usa e Russia. Fra i temi del prossimo summit gli attacchi cybernetici rappresentano la minaccia maggiore e soprattutto si intrecciano con gli incidenti mesi scorsi a Microsoft e ad altri colossi americani sui quali non è dato sapere se sia stato pagato o meno un riscatto e se in quei casi ci fosse il coinvolgimento indiretto del governo russo.

Il ritorno del carburante nei grandi tubi di acciaio che dal Texas arrivano in New Jersey per servire tutta la costa atlantica ha provocato un aumento della benzina anche di 12 centesimi al gallone.

I 5 milioni di riscatto pagati in criptovaluta inoltre dimostrano la sofisticazione raggiunta dalle grandi organizzazione criminali e l’attacco portato alla Colonial Pipeline potrebbe essere anche una sorta di prova generale per futuri attacchi in altri settori anche strategici degli Usa.

Dentro le grandi tubature di contenimento il carburante viaggia ad una velocità di 5 miglia l’ora e questo fa calcolare agli analisti che se il flusso del petrolio fosse rimasto bloccato per altro 2 giorni si sarebbe arrivati alla paralisi dei mezzi di trasporto di massa nelle maggiori città dell’atlantico.

Per il segretario dei trasporti Usa Pete Buttigieg gli attacchi cibernetici di questi giorni e il devastante blocco dell’energia elettrica in Texas a Febbraio sono due campanelli d’allarme per l’intero sistema delle infrastrutture americane che Biden vuole potenziare col pacchetto di stimolo economico che la Casa Bianca con molta fatica sta negoziando nella speranza possa diventare un progetto bipartisan.