Valérie Pécresse (Ansa)
Valérie Pécresse (Ansa)
Punta a diventare la prima presidente donna della Francia: l’attuale governatrice della regione Ile-de-France ed ex ministra di Nicolas Sarkozy, Valérie Pécresse, si lancia nella corsa all’Eliseo del 2022. Come una terza via della destra moderata tra l’attuale presidente, Emmanuel Macron e l’eterna rivale del Rassemblement National, Marine Le Pen. "Sono candidata alla presidenza della Repubblica per restaurare la fierezza francese", afferma l’ex componente dei Républicains, annunciando il grande passo in un’intervista pubblicata ieri sul sito...

Punta a diventare la prima presidente donna della Francia: l’attuale governatrice della regione Ile-de-France ed ex ministra di Nicolas Sarkozy, Valérie Pécresse, si lancia nella corsa all’Eliseo del 2022. Come una terza via della destra moderata tra l’attuale presidente, Emmanuel Macron e l’eterna rivale del Rassemblement National, Marine Le Pen. "Sono candidata alla presidenza della Repubblica per restaurare la fierezza francese", afferma l’ex componente dei Républicains, annunciando il grande passo in un’intervista pubblicata ieri sul sito del quotidiano Le Figaro. Già il 14 luglio, in occasione della Festa nazionale d’Oltralpe, Pécresse si appellò ai connazionali affinché ritrovassero "la fierezza francese. All’auto-flagellazione opponiamo l’amor proprio e insegniamolo ai nostri figli".

L’attuale leader del movimento Libres!, che ha incassato con ampio margine un secondo mandato alla guida della regione parigina nel voto del mese scorso, dice di volersi presentare alle primarie del centro destra come "donna libera". Tra gli ex repubblicani è la seconda pretendente della destra all’investitura presidenziale, dopo l’omologo presidente della regione Hauts-de-France, Xavier Bertrand, che al momento sembra però poco incline all’organizzazione di primarie. Ex delfina di Jacques Chirac, lasciò i Républicains nel 2019, in opposizione alla linea segnatamente populista dell’allora segretario Laurent Wauquiez. Lei è promotrice di una destra "laica, ma anche ecologista, liberale, pro-impresa, femminista e sociale". "Dobbiamo finirla con dieci anni di pessime scelte, di mezze misure, di indecisioni, in fin dei conti, di decadimento del nostro Paese", afferma, aggiungendo di voler "fare piuttosto che cercare di piacere", dopo un quinquennato – quello di Macron – segnato a suo avviso da "pochissime riforme".

Ha di recente indurito i toni sulla sicurezza, proponendo ad esempio di armare la polizia municipale. Descritta come una "gran lavoratrice", Pécresse ha compiuto 54 anni pochi giorni fa. Vanta un percorso modello, con il Bac, l’esame di maturità francese preso a 16 anni e diplomi d’eccellenza in grandi scuole come HEC ed ENA. Nel 1997 venne reclutata da Chirac come specialista di Internet. Risale al 2002 l’elezione come deputata, prima di divenire due volte ministro durante la presidenza di Sarkozy (Insegnamento Superiore nel 2007 e Bilancio nel 2011). Cresciuta a Versailles, in una "famiglia di intellettuali un pò originali", appassionata di Dostojevski e Tolstoj, a 15 anni vuole imparare il russo e parte per Yalta, in un campo della gioventù comunista. Studierà poi il giapponese, perfezionandolo a Tokyo, dove si mette a vendere videocamere e liquori. Appassionata di cinema, pratica la boxe, ha tre figli e deplora il maschilismo.