Tobias Piller, giornalista della Frankfurter Allgemeine Zeitung
Tobias Piller, giornalista della Frankfurter Allgemeine Zeitung
"La Große Koalition è giunta al capolinea. Ora bisognerà vedere quale partito tra Spd e Cdu governerà assieme a Verdi e liberali". Per Tobias Piller, giornalista della Frankfurter Allgemeine Zeitung, l’attesa per vedere chi sarà l’erede di Angela Merkel sarà lunga. Elezioni Germania: tutti i risultati E ora cosa succede? "Conteranno molto i due partiti più piccoli, Fdp e Verdi, che hanno mandato messaggi contraddittori: i primi vorrebbero una coalizione con la Cdu, mentre i secondo preferirebbero allearsi con chi offre una piattaforma più attenta alla solidità sociale e all’ambiente, ovvero l’Spd". Ma come faranno a stare assieme Verdi e liberali? Hanno...

"La Große Koalition è giunta al capolinea. Ora bisognerà vedere quale partito tra Spd e Cdu governerà assieme a Verdi e liberali". Per Tobias Piller, giornalista della Frankfurter Allgemeine Zeitung, l’attesa per vedere chi sarà l’erede di Angela Merkel sarà lunga.

Elezioni Germania: tutti i risultati

E ora cosa succede?

"Conteranno molto i due partiti più piccoli, Fdp e Verdi, che hanno mandato messaggi contraddittori: i primi vorrebbero una coalizione con la Cdu, mentre i secondo preferirebbero allearsi con chi offre una piattaforma più attenta alla solidità sociale e all’ambiente, ovvero l’Spd".

Ma come faranno a stare assieme Verdi e liberali? Hanno programmi agli antipodi.

"I due partiti sono pronti a trattare. Nel 2017 ci sono stati negoziati durati diverse settimane per formare una coalizione Giamaica, ovvero Cdu con Verdi e Fdp. Poi i liberali all’ultimo si tirarono indietro. Dissero che era meglio non governare che governare male. Questo non gli è mai stato perdonato dal loro elettorato e ora sono quasi costretti a formare una coalizione".

Perché continuare con la Grosse Koalition è impossibile?

"I numeri ci sarebbero, ma c’è grande stanchezza. La questione ambientale è diventata centrale ed è molto difficile immaginare un nuovo governo senza i Verdi. Poi ci sono questioni interne ai singoli partiti".

Cioè?

"Scholz non è amato dalla base più attivista dell’Spd. Bisogna vedere fino a quando il partito lo seguirà nel fare concessioni a liberali".

E nella Cdu?

"Laschet ha portato il partito dal 35% al 25%. Molti conservatori vogliono subito voltare pagina. Ci sono molti tavoli aperti e ci vorrà qualche mese per trovare una soluzione".

E nel frattempo?

"La Merkel continuerà a guidare il Paese per sbrigare l’ordinaria amministrazione".

I liberali alla fine saranno l’ago della bilancia?

"Non è detto. Dipende dalla coalizione che andrà al governo. Se ci sarà l’intesa Giamaica, saranno i Verdi a dettare le condizioni, minacciando Cdu e Fdp di andarsene se non verranno rispettate le loro richieste Se invece saranno i socialdemocratici il primo partito, questo ruolo toccherà ai liberali. Tutto dipenderà da chi sarà in grado di convincere le due formazioni più piccole a scendere a patti".

Che ruolo avranno i due partiti agli estremi, l’Afd e Die Linke?

"L’Afd è fuori da ogni gioco. L’estrema sinistra ha cercato di ammorbidire la propria linea, per non perdere l’occasione di entrare in un governo con l’Spd. Scholz, in realtà, non è mai stato convinto di formare un governo rosso-rosso-verde, ma voleva usare questa arma per ricattare i liberali nelle trattative. Ora che la Die Linke galleggia sul 5% per il candidato dei socialdemocratici questo piano non è più percorribile".

I Verdi per mesi hanno accarezzato il sogno di assicurarsi la cancelleria. Come si spiega il loro flop?

"Gli ambientalisti avevano due leader: il contadino e scrittore Robert Habeck, ex ministro dell’Agricoltura, e Annalena Baerbock, che non ha mai amministrato nulla ed è cresciuta all’interno del partito. Alla fine è stata lei spuntarla, ma poi sono emersi diversi scandali sul suo conto: ha ingigantito il curriculum; non ha denunciato alcune entrate e ha commesso plagi letterari. Piccole cose che però hanno convinto l’elettorato sul fatto che non avesse la caratura per essere la prossima cancelliera".