Giovedì 18 Luglio 2024
GIAMPAOLO PIOLI
Esteri

La fine di un’era. Murdoch in pensione a 92 anni. L’impero mediatico va al figlio

Il magnate australiano lascia la presidenza di Fox e News Corp: le mie aziende sono sane "La battaglia per la libertà di espressione e di pensiero non è mai stata così aspra".

È un passo indietro improvviso ma solenne da vero patriarca. Da imperatore delle notizie. Con un annuncio di poche righe Rupert Murdoch 92 anni, il tycoon australiano che da oltre mezzo secolo ha rivoluzionato il mondo dei media mondiali, lascia la presidenza di Fox e di News Corp, rimanendo solo presidente onorario delle sue aziende globali per cedere il testimone come presidente unico al figlio Lachlan. "È venuto il momento per me per dedicarmi ad un ruolo diverso", ha scritto Murdoch in una nota alle decine di migliaia di dipendenti sparsi nei vari continenti. L’annuncio arriva proprio nel giorno di uscita di un importante libro sul grande editore australiano conservatore, che ha in portafoglio non solo il Wall Street Journal e il New York Post, ma il Times di Londra e una costellazioni di testate e televisioni come Fox e Sky, che hanno di fatto risagomato il mondo delle news mondiali. Se per anni l’asse fra Murdoch e Trump in America sembrava indissolubile e vincente e la Fox era diventata la vera casa degli annunci dell’ex presidente, e la voce dilatata della Casa Bianca, l’assalto al Campidoglio del sei gennaio e l’ostinazione complottista di Trump che si è spinta fino a una soglia di violenza criminale, continuando a insistere che le elezioni del 2020 gli sarebbero state rubate, ha spezzato l’intesa tra i due e scatenato in Murdoch una sorta di odio per Donald che un tempo era il suo favorito Tanto che il magnate australiano è arrivato ad augurarsi la morte dell’ex presidente Usa.

Il libro scritto dall’abrasivo Michael Wolf non risparmia giudizi taglienti sull’ex presidente che il vecchio Murdoch ha giurato che non avrebbe più aiutato.

Geniale e deciso, Rupert non ha mai fatto mistero di sentirsi uno dei più influenti editori mondiali. I figli cresciuti alla sua scuola nemmeno, ma dopo essere partiti tutti dai consigli di amministrazione di Fox News hanno finito per vedere divise le loro strade e se Lachlan, l’erede indicato, avrà il timone, James sembra molto più orientato verso i grandi temi energetici e ambientali, mentre la figlia non è mai stata in sintonia né col padre e nemmeno con le sue molte mogli, la cui ultima è durata solo quattro giorni. Sposato cinque volte con donne importati e ingombranti come Jerry Hall, l’ex compagna di Mick Jagger, Murdoch ha sempre separato affari e vita, dividendo le sue residenze fra New York, Londra, l’Australia e i Caraibi.

La sua corazzata, che comprende anche studi cinematografici, considerata inaffondabile con la la Fox News arrivata ai vertici degli ascolti americani, forse troppo schiava del pubblico conservatore, è rimasta invischiata in una battaglia per diffamazione, che gli è costata un patteggiamento di 870 milioni di dollari. Sono stati versati alla Dominion, la società che esegue i conteggi elettorali di proprietà di un investitore greco-canadese, che era stata accusata di manipolare i dati in suo possesso alterando il numero dei voti ricevuti da Trump per postarli sull’asse di Biden. Anche se la Fox non ha mai chiesto scusa, pur pagando il risarcimento milionario, la Dominion ha aperto altre cause contro il network e contro i singoli giornalisti per almeno 3 miliardi di dollari. Una cifra che potrebbe decretare la fine dell’impero o comunque costringere le società a uno spezzatino come forma di autodifesa.

Lo scandalo oltre al risarcimento ha costretto Fox al siluramento del suo giornalista più popolare, falso e spudorato, Tucker Carlson, il quale ha diffuso fake news e teorie complottiste solo per mantenere alto il rating delle trasmissioni, insinuando che l’Fbi avrebbe infiltrato un suo agente per spingere i manifestanti pro Trump a ricorrere alla violenza e a violare la legge. L’entrata in campo di Lachlan non sarà facile, perché il rischio è che sia costretto a fare l’ufficiale liquidatore dell’impero.