Polveriera Kosovo, scontri e 4 morti. Attaccato un monastero, chiusa la frontiera con la Serbia

Il premier Kurti: 30 uomini armati asserragliati nel monastero di Banjska. “Si devono arrendere”. Tensioni da maggio, ecco perché

Scontri e morti in Kosovo: cosa sta succedendo
Scontri e morti in Kosovo: cosa sta succedendo

Pristina, 24 settembre 2023 - Nord Kosovo: morti e feriti negli scontri tra polizia e misteriosi uomini armati.

Secondo quanto trapela nel pomeriggio, sarebbero 3 gli aggressori serbi uccisi nel monastero di Banjska. Lo riferiscono fonti di polizia.

Mentre nel monastero, come ha dichiarato il premier Albin Kurti, sarebbero asserragliati una trentina di uomini “armati pesantemente”

La notte degli scontri e i morti

La notte scorsa era rimasto ucciso anche un poliziotto locale, rimasto vittima di uno scontro a fuoco con un gruppo di uomini pesantemente armati e appoggiati da mezzi blindati. 

La mappa

Che cosa sta succedendo

Secondo un resoconto dell’agenzia Nova, il premier Kurti in una conferenza stampa seguita a una riunione del Consiglio di sicurezza ha parlato di “almeno trenta persone pesantemente armate, professionisti, militari o agenti di polizia, che sono sotto l’assedio delle nostre forze dell’ordine e che esorto alla resa”. Sempre secondo l'agenzia Nova, il ministro dell'Interno kosovaro mostrando le foto ha fatto notare anche la presenza di mezzi corazzati e ha dichiarato che si indagherà per capire l’identità di questi uomini in uniforme.

Le tensioni da maggio: ecco perché

In tutto il nord del Kosovo a maggioranza di popolazione serba, dove la tensione è tornata a salire pericolosamente, stanno affluendo ingenti unità della polizia kosovara, con numerosi mezzi anche blindati. Sul posto sono presenti i militari della Kfor, la Forza Nato, e uomini di Eulex, la missione civile europea per lo stato di diritto. Le autorità di Pristina hanno disposto la chiusura dei principali valichi di frontiera con la Serbia.

La tensione nella parte settentrionale del Paese si è alzata improvvisamente a maggio. A far scattare i disordini anche la decisione delle autorità kosovare di nominare sindaci albanesi in territori a maggioranza serba.