Radovan Karadzic (Ansa)
Radovan Karadzic (Ansa)

L’Aja, 20 marzo 2019 - Respinto il ricorso di Radovan Karadzic, e ha deciso di comminare la pena all’ergastolo all’ex leader politico dei serbi di Bosnia per genocidio e crimini di guerra. A stabilire la sentenza è stato l’International Residual Mechanism for Criminal Tribunals (IRMCT) dell’Aja, corte di giustizia dell’Onu che ha ereditato i procedimenti che erano stati trattati dal Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia. Originario del Montenegro, Radovan Karadzic, che oggi ha 73 anni, era stato condannato per una sfilza di reati compresi nel più vasto capitolo dei crimini di guerra, e gli ultranazionalisti contavano che attraverso il ricorso fosse decisa una riduzione di pena, ma è andata diversamente. Alla lettura della sentenza le madri di Srebrenica si sono alzate in piedi e abbracciate piangendo, nel ricordo dei loro parenti, caduti a migliaia, vittime di un delirante programma di pulizia etnica.

Radovan Karadzic era stato arrestato a Belgrado il 21 luglio del 2008, dopo una lunga latitanza in Serbia. Aveva un falso nome sui documenti contraffatti, quello di Dragan Dabic, e sbarcava il lunario praticando medicina alternativa, sfruttando la specializzazione in psichiatria. Pochi giorni dopo il suo arresto, Karadzic era stato estradato al Tribunale penale internazionale Onu dell’Aja, che a suo tempo aveva avviato a suo carico un processo in contumacia. Leader dell'entità serba di Bosnia durante la guerra degli anni Novanta, era stato condannato in primo grado il 24 marzo del 2016, a quaranta anni di reclusione per dieci capi di imputazione quali genocidio, crimini di guerra e contro l’umanità, compresa la famigerata pianificazione dell’eccidio di Srebrenica, dove nell’estate del 1995 le milizie serbo-bosniache trucidarono ottomila civili musulmani inermi, che si erano rifugiati dentro una enclave considerata sicura, in quanto presidiata a distanza dai caschi blu olandesi dell’Onu. Secondo il tribunale per i crimini di guerra dell’ex Jugoslavia, oggi smantellato, Karadzic e gli altri leader serbi di Bosnia si macchiarono di “reati sistematici e organizzati contro i musulmani di Bosnia e i croati di Bosnia”.

Karadzic ebbe responsabilità anche nell’assedio di Sarajevo, campagna di bombardamenti e cecchinaggio durata oltre tre anni nella quale perirono diecimila civili. Dopo la condanna di Karadzic, ora resta in attesa della sentenza definitiva il boia di Srebrenica, il generale Ratko Mladic. Quest’ultimo è stato condannato in primo grado alla pena dell’ergastolo il 22 novembre 2017, sempre per genocidio e crimini contro l’umanità.