Tre alpinisti dispersi sul K2 (Ansa)
Tre alpinisti dispersi sul K2 (Ansa)

Aosta, 6 febbraio 2021 - Tre alpinisti risultano dispersi sul K2, dove erano impegnati nel tentativo di ascensione alla vetta. Si tratta dell'islandese John Snorri, del pakistano Ali Sadpara e del cileno Juan Pablo Mohr, il più forte alpinista del suo paese (è stato il primo con Simone Moro a 'conquistare' il Nanga Parbat d'inverno). Sicuramente sono saliti fino al 'collo di bottiglia', a circa 8.000 metri di quota, uno dei passaggi chiave verso la vetta. Con loro c'era anche Sajid, figlio di Alì Sadpara, che è dovuto tornare indietro a causa di un problema al respiratore dell'ossigeno. Dopo non ci sono stati più contatti radio con i tre, nemmeno con i telefoni satellitari, e anche i rilevatori di posizione Gps hanno smesso di funzionare. Circostanza singolare, soprattutto per un trio di alpinisti di grande esperienza. Non si esclude, pertanto, che possano essere stati coinvolti in un incidente nella parte finale dell'ascensione.

L'esercito pakistano ha organizzato un sorvolo in elicottero: il velivolo si è spinto fino a 7.000 metri, ma senza trovare traccia dei dispersi. Poi è rientrato a Skardu. Durante la delicata fase di discesa dal K2, venerdì ha perso la vita il bulgaro Atanas Skatov, precipitato dopo una manovra errata nei pressi di campo 3 (il 16 gennaio la stessa sorte era toccata allo spagnolo Sergi Mingote). Tutti gli alpinisti impegnati nell'attacco alla vetta hanno fatto rientro alla spicciolata al campo base, alcuni come il greco Antonios Sykaris e lo statunitense Colin ÒBrady hanno riportato congelamenti di terzo grado agli arti. È andata meglio alla bolzanina Tamara Lunger, arrivata illesa al campo base: "Sta fisicamente bene, ovviamente è molto triste", ha scritto il suo team sui social. In salvo anche il milanese Mattia Conte, che si è spinto fino a 7.000 metri prima di tornare a valle.

Tamara Lunger al campo base

Nel tentativo di scalata al K2 era impegnata anche l'italiana Tamara Lunger, che per fortuna è riuscita a scendere fino al campo base avanzato. Il cileno Juan Pablo Mohr ora disperso) aveva fatto cordata con l'italiana dopo la morte del catalano Sergi Mincote, vittima di una caduta il 16 gennaio, lo stesso giorno in cui una squadra di 10 nepalesi ha fatto la storia scalando per la prima volta la montagna durante l'inverno. Secondo l'alpinista nepalese Chhang Dawa Sherpa, la 34enne del Sud Tirolo aveva rinunciato alla scalata per le condizioni meteo impervie, ed è risucita a tornare al campo base. 

I soccorsi in elicottero

Ha avuto esito negativo il sorvolo di un elicottero dell'esercito pakistano sulle pendici del K2, dove tre alpinisti risultano dispersi. Il velivolo - come ha riferito dal campo base Chhang Dawa Sherpa - ha raggiunto i 7.000 metri di quota, ma non ha potuto proseguire nelle ricerche a cause delle condizioni meteo (in particolare del forte vento e della scarsa visibilità), ora è rientrato a Skardu.

Il management di Sadpara, nel frattempo, ha pubblicato un messaggio sul suo profilo Twitter: ''Continuiamo ad aspettare che Ali, John Snorri e JP Mohr si mettano in contatto. Le ultime comunicazioni attraverso Sajid e il campo base sono avvenute tra l'1 e le 4 di notte. Preghiere''.  Il segretario del Club Alpino del Pakistan, Karrar Haidri, ha confermato ad Arab News che ''i soccorsi sono iniziati e gli elicotteri dell'esercito sono impegnati'', mentre Sajid, ha aggiunto, sarà scortato alla base del K2 dal campo 3 da una squadra di sherpa nepalesi guidati da Dawa Sherpa.

Una spedizione nepalese aveva già raggiunto la vetta il 16 gennaio scorso. Il K2, conquistato per la prima volta nel 1954 dalla spedizione italiana di Achille Compagnoni e Lino Lacedelli, è stato fino a poche settimane fa l'unico degli ottomila non scalato in inverno. Con i suoi 8.611 metri è la seconda vetta più alta del mondo.