New York, 10 agosto 2019 - La sua ambizione, dichiarata senza pudori, era di mettere incinte venti ragazze per volta, poter vantare dozzine di figli sparsi per il mondo e perpetuare così il suo Dna. Jeffrey Epstein, 66 anni, miliardario arrestato per traffico di esseri umani e abusi sessuali su minorenni, è stato trovato senza vita in cella. Da vent'anni amava illustrare a tutti il suo progetto al limite dell'utopia, quello di diffondere la sua impronta genetica, seminando prole nei cinque continenti.

Grazie al suo patrimonio e alla ricche donazioni offerte a centri universitari e fondazioni internazionali, il ricco imprenditore ospitava nel suo ranch nel Nuovo Messico uno stuolo di scienziati e ricercatori di fama mondiale, dal Nobel per la fisica Murray Gell Mann, a Stephen Hawking, al neurologo Oliver Sacks, con i quali amava discutere delle sue teorie umanistiche iperboliche e dell’interesse spasmodico per l’ingegneria genetica e l’intelligenza artificiale. Secondo il New York Times, che cita testimonianze di studiosi illustri, Epstein si vedeva come un miliardario di successo chiamato a svolgere una missione epocale per elevare il genere umano, mettendo il suo sperma come viatico per il futuro sostentamento e ripopolamento del pianeta.

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Epstein era finito nell’occhio del ciclone per uno scandalo a luci rosse, accusato di avere abusato ripetutamente di ragazze minorenni negli anni tra il 2002 e il 2005, ed é stato ritrovato cadavere in carcere ieri sera. Era accusato anche di aver sfruttato sessualmente per anni le vittime, con un sistema elaborato, sistematico e predatorio. Già un mese fa il magnate aveva tentato il suicidio. Gestore di hedge fund, amico di ricchi e potenti, come l’ex presidente Bill Clinton e l’attuale presidente Donald Trump, era uscito una prima volta dal vortice delle inchieste, con un accordo controverso con il procuratore della Florida. Era stato poi arrestato una seconda volta, a metà a luglio a New York, con nuove accuse di aver ordito un traffico sessuale con implicazioni pesantissime. Nonostante la presunzione di innocenza gli era stata negata la libertà sotto cauzione, quindi era stato messo agli arresti in attesa di giudizio. I magistrati contavano di iniziare il processo nel giro di nove mesi, un tempo necessario a completare l’impianto accusatorio, particolarmente complesso.