Jean-Claude Romand
Jean-Claude Romand

Parigi, 26 aprile 2019 - E' la storia di un uomo che trasforma tutta la vita in menzogna, l’avventura diabolica di un finto medico che per 20 anni inganna moglie e figli, genitori e amici, e che alla fine, quando la verità sta per emergere, si trasforma in assassino, stermina la famiglia, dà fuoco alla casa, tenta il suicidio. Il protagonista, Jean-Claude Romand, ha ispirato documentari, serie tv, pièces di teatro, un magnifico romanzo di Emmanuel Carrère (‘L’avversario’), un film di Nicole Garcia interpretato da Daniel Auteuil. Condannato all’ergastolo per l’omicidio di 5 persone (i genitori, la moglie, i due figli), Jean-Claude Romand aveva chiesto nel settembre scorso di essere rimesso in libertà. Dopo un primo rifiuto della magistratura ha ottenuto il via libera dalla corte d’appello di Bourges grazie alla sua «condotta esemplare di detenuto». La sentenza diventerà esecutiva il 28 giugno: Romand, che oggi ha 64 anni, dovrà portare per 24 mesi il il braccialetto elettronico e per 10 anni sarà sottoposto a misure di controllo. Non potrà recarsi nei luoghi teatro dei suoi crimini, né comunicare con i media: dopo una vita di solitudine, truffe e tragiche messinscena tornerà a essere un uomo libero.
 
Era la notte dell’11 gennaio 1993 quando la casa del «dottor» Romand, stimato da tutti, bruciò. All’interno i vigili del fuoco trovarono sul letto il corpo senza vita della moglie Florence, 37 anni, la testa sfondata a colpi di mattarello. Nella stanza attigua i due figli, Caroline di 7 anni e Antoine di 5, uccisi a fucilate mentre dormivano. Lui, Jean-Claude, era a terra nell’ingresso, in coma: il polso batteva. I poliziotti trovarono senza vita nella loro abitazione anche i genitori di Romand, abbattuti a pistolettate. Una tragedia aveva travolto la famiglia del dottor Romand, brillante ricercatore dell’Organizzazione mondiale della Sanità, marito ideale e padre modello, invidiato per le presunte amicizie altolocate e la florida situazione finanziaria. Peccato che fosse tutto falso, tutto inventato giorno dopo giorno.
 
La laurea: Jean-Claude, studente di medicina a Lione, si era fermato al secondo anno ma aveva fatto credere ai genitori non solo di aver concluso gli studi ma di essere stato assunto dall’Oms di Ginevra. Per vivere nel lusso Romand faceva balenare il miraggio di investimenti finanziari estremamente vantaggiosi a Ginevra e si faceva consegnare denaro da parenti e amici. Ogni giorno usciva di casa per andare «al lavoro» ma si fermava in autostrada in una stazione di servizio. È stato un passo falso con l’amante a rovinarlo: anche Chantal, la sua amichetta, gli aveva dato soldi ma poi ne aveva chiesto la restituzione urgente. Il castello di carte stava crollando. Provò a eliminare Chantal, ma lei si difese e riuscì a scappare. Lo avrebbe denunciato. Tutto era perduto per Romand. Restava una sola soluzione: distruggere, uccidere, far terra bruciata di sé e degli altri.