Roma 30 aprile 2021 - Tragedia in Israele: è di almeno 44 morti e 150 feriti il bilancio di uno spaventoso incidente avvenuto poco dopo mezzanotte a un affollato evento religioso israeliano sul monte Meron, in Galilea. Alcune persone sarebbero scivolate dalle gradinate trascinando con loro altri partecipanti e innescando una fuga di massa in cui a decine sono rimasti schiacciati. Prime informazioni non confermate parlavano di un cedimento strutturale. Si celebrava la festività ebraica di Lag Bàomer, presso la tomba del rabbino Shimon bar Yochai.

L'immensa calca mortale è iniziata verso l'una di notte durante la cerimonia di accensione del falò per Toldot Aharon hasidim. I pellegrini erano vicino alla tomba del saggio rabbino Shimon Bar Yohai del II secolo, in mezzo a una folla enorme e densamente affollata, racconta il Jerusalem Post. La polizia sottolinea il sovraffollamento dovuto alla presenza di circa 100mila persone, tra cui bambini. Il sovraffollamento ha fatto scivolare alcune persone, mentre altre sono cadute su di loro, provocando una fuga precipitosa, secondo un rapporto di Channel 12. La polizia ha cercato di trattenere la fuga, come appare dai video postati su Twitter. Alcuni testimoni hanno accusato la polizia di aver bloccato l'uscita.

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Netanyahu: lutto nazionale

Il premier Benyamin Netanyahu ha dichiarato per domenica una giornata di lutto nazionale in Israele: "Ci uniremo tutti nel dolore delle famiglie e in preghiera per i feriti", ha aggiunto dopo aver finito la visita sul luogo del disastro. "Ci sono state qui scene strazianti: persone schiacciate a morte, inclusi bambini. Gran parte dei morti ancora non sono stati identificati. È stato - ha concluso - uno dei peggiori disastri nella storia del Paese. L'operazione veloce di salvataggio ha evitato un bilancio ancora più pesante".

Netanyahu si è recato questa mattina in visita sul Monte Meron ed è stato accolto da proteste sul posto, persino dal lancio di bottiglie, riferisce l'emittente israeliana N12. Il disastro di Monte Meron, promette il premier israeliano, sarà oggetto di "una verifica seria e approfondita" per evitare che scene del genere si ripetano in futuro. Il ministro della Sicurezza interna Amir Ohana - che sovrintende la polizia - ha spiegato: "È chiaro che una indagine indipendente sia necessaria su tutti gli aspetti relativi alla programmazione dell'evento, ai preparativi, alle responsabilità, alle infrastrutture".

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I soccorritori: è una catastrofe

E' una "catastrofe nazionale", ha dichiarato Motti Buckchin, portavoce dei servizi di soccorso Zaka, l'equivalente della nostra protezione civile, al sito di Ynet. "E' un incidente insopportabile", ha detto Buckchin, dichiarando che "44 persone che volevano provare gioia sono tornate in sacchi per cadaveri. Per 44 famiglie è crollato il mondo. Ora non possiamo tornare al lavoro come sempre".  
Sul luogo della tragedia è in corso l'identificazione delle vittime e l'evacuazione dei fedeli, mentre i media riferiscono che è in atto la ricerca di dispersi. Almeno sei persone sono ricoverate in ospedale in gravi condizioni. Tra i ricoveri anche due bambini.

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Inchiesta su negligenza polizia

 Il Dipartimento per le indagini interne della polizia del ministero della Giustizia di Israele ha aperto un'indagine su una possibile negligenza della polizia, ha annunciato il procuratore generale spiegando di aver inviato investigatori sul luogo della tragedia per raccogliere prove.  Il procuratore generale Avichai Mandelblit ha affermato che "è stato deciso che vengono esaminate immediatamente le prove per verificare se ci sono sospetti di atti criminali commessi da parte della polizia nella tragedia di Meron".

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La setta Toldos Aharon Hassidic

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La maggior parte dei morti e dei feriti nella fuga precipitosa di Lag Ba'omer sul Monte Meron provenivano dalla setta di Toldos Aharon Hassidic, che ha sede a Gerusalemme. Si tratta del gruppo meglio organizzato e coeso tra quelli che compongono la comunità israeliana haredi ultraortodossa, come spiega il Jerusalem Post, sottolineando che qualsiasi tipo di intervento negli affari interni del gruppo è considerata una totale usurpazione del sistema di credenze della comunità. La fuga precipitosa è avvenuta durante l'accensione del falò da parte dell'attuale rabbino.

La setta hassidica che si oppone al sionismo fu fondata a Gerusalemme dal rabbino Aharon Roth nel 1928 come una propaggine di Satmar, movimento hassidico che ha avuto origine in Germania. Nel 1942, poco prima che la Germania nazista invadesse l'Ungheria, Roth e i suoi seguaci fuggirono dall'Europa verso la Palestina. 
 Oggi i seguaci di Toldot Aharon Hassidim vivono al centro di Gerusalemme nel quartiere di Mea Shearim e hanno eretto barriere sociali e culturali per proteggere la loro comunità dal vivace secolarismo di Jaffa Road e Ben-Yehuda Street, a meno di un chilometro di distanza. Roth, che è morto nel 1947, ha quindi avviano una tradizione, che continua ancora oggi, che ogni membro maschio della setta firmi un contratto che obbliga lui e la sua famiglia a rispettare i rigidi dettami di Toldot Aharon.  L'abbigliamento, i costumi e anche il modo in cui gli hassidim trascorrono il loro tempo libero sono regolamentati con attenzione e tra loro vi è una forte coesione. Al contrario il mondo esterno, specialmente tutto ciò che è affiliato al sionismo, viene descritto dalla setta come oscuro e malvagio.