Gerusalemme, 29 maggio 2018 – Tre attacchi consecutivi a colpi di mortaio da Gaza sui villaggi di frontiera israeliani, lo stato ebraico replica con un raid aereo. Almeno 28 i colpi di mortaio lanciati, la maggior parte dei quali intercettati dal sistema Iron Dome. Uno è finito nel cortile di un asilo nido, che in quel momento era vuoto. Una decina, invece, i missili sparati dai jet israeliani, mentre il premier Netanyahu convoca una riunione di sicurezza. Nelle zona la tensione è elevata da quando, due giorni fa, la Jihad islamica palestinese ha minacciato ritorsioni per l'uccisione di tre suoi miliziani.

Nei villaggi israeliani vicini alla Striscia di Gaza, questa mattina all'alba è sono suonate le sirene d'allarme per la prima volta: gli abitanti hanno riferito di aver udito diverse esplosioni. Secondo la radio militare numerose salve di razzi sono state sparate da Gaza ma, nonostante si sia trattato dell'attacco palestinese più consistente degli ultimi anni, non hanno provocato vittime né danni. Alcuni razzi sono stati intercettati dai sistemi di difesa 'Iron Dome'. Israele ha subito risposto con raid aerei che hanno colpito obiettivi palestinesi nei rioni di Zaitun e Sajaya a Gaza City, anche in questo caso senza fare vittime.

Dopo la seconda raffica di missili sparati dalla Striscia di Gaza contro il sud dello Stato ebraico, il premier isrealiano, Benjamin Netanyahu, ha convocato una riunione speciale del gabinetto di sicurezza per decidere come rispondere al raid. All'incontro parteciperà anche il ministro dell'Intelligence, Yisrael Katz, che ha annullato la sua partecipazione alla Conferenza dell'associazione degli avvocati a Eilat. “Attacchi indiscriminati sono totalmente inaccettabili, e vanno condannati senza riserve” ha dichiarato l'ambasciatore dell'Unione europea in Israele, EmanueleGiaufret.