Roma, 20 maggio 2021 - All'undicesimo giorno di guerra, Israele e Hamas hanno dichiarato un cessate il fuoco "reciproco e simultaneo" a partire dalle prime ore di venerdì.  Il gabinetto di sicurezza israeliano, riunito sotto la presidenza di Benyamin Netanyahu, ha infatti approvato la tregua che, come riportano i media locali, dovrebbe cominciare alle 2 di questa notte, ora locale (l'una in Italia). La decisione giunge dopo insistenti pressioni degli Stati Uniti per arrestare tale offensiva. Varie fonti indicano che lo sforzo di mediazione, condotto dall'Egitto e dall'inviato dell'Onu Tom Wennesland in Qatar, abbia sortito l'effetto sperato e che la calma è destinata a tornare tra Israele e la Striscia.

Prima del voto del gabinetto di sicurezza israeliano l'esercito ha presentato ai ministri gli obiettivi militari raggiunti nella Striscia durante l'operazione 'Guardiano delle Mura': alcuni di questi "senza precedenti". 

"La resistenza ha forgiato una nuova equazione ed una nuova vittoria". E' quanto ha detto l'alto funzionario di Hamas, Osama Hamdan, intervistato dall'emittente libanese Al-Mayadeen, confermando che il cessate il fuoco e affermando che nelle trattative per la tregua Hamas ha ottenuto assicurazioni sulla politica di Israele riguardo il Monte del Tempio e la zona di Gerusalemme Est di Sheikh Jarrah, dove decine di famiglie palestinesi rischiano lo sfratto. Parlando con la radio dell'esercito israeliano, funzionari israeliani hanno definito "assurde e false" le notizie che si siano raggiunti accordi con Hamas riguardo a Gerusalemme. "Il cessate il fuoco è libero da ogni condizione", hanno ripetuto.

Biden: "Tregua vera opportunità"

Joe Biden (Ansa)

Il cessate il fuoco tra Israele e Hamas è "una vera opportunità" per fare progressi dopo il conflitto israelo-palestinese, durato 11 giorni. Sono queste le parole di Joe Biden, che ha riferito di aver parlato con Benjamin Netanyahu e di essere stato informato da lui del cessate il fuoco con Hamas. Il presidente americano ha dichiarato di aver assicurato al premier israeliano che gli Usa riforniranno pienamente il loro sistema difensivo Iron Dome, usato per neutralizzare il lancio di razzi di Hamas.

Biden ha poi ringraziato il presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi per il ruolo svolto nel raggiungimento del cessate il fuoco tra Israele e Hamas e ha promesso il suo impegno a lavorare con l'Onu per il sostegno umanitario nel conflitto israelo-palestinese.

Ministero Esteri palestinese: "Non abbastanza"

Riad Al-Malki (Ansa)

"È positivo. La carneficina, l'aggressione, l'attacco finiranno". Così il ministro degli Esteri palestinese Riad Al-Malki ha commentato dal Palazzo di Vetro dell'Onu la notizia del cessate il fuoco tra Israele e Hamas. "E' un bene che il popolo palestinese, gli oltre 2 milioni di loro a Gaza, potranno dormire stanotte sapendo che domani avranno un clima migliore. Ma non è abbastanza, non è affatto abbastanza", ha aggiunto.

La tregua

Da diversi giorni i mediatori internazionali, specialmente Egitto e Onu, avevano intensificato gli sforzi per ristabilire la calma. Il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi - che ha avuto contatti diretti con Biden - ha disposto l'invio di due delegazioni, una in Israele e una nei Territori palestinesi, a monitorare il rispetto della tregua, i cui termini però appaiono ancora poco chiari: le autorità israeliane hanno spiegato che il principio su cui si regge è "calma in cambio di calma" ed entrambe le parti dovrebbero aver accettato la proposta del Cairo di discutere i temi relativi a Gaza in un secondo momento. Alcuni esponenti di Hamas, però, sostengono che l'accordo comprende l'impegno di Israele sulla questione di Gerusalemme, compresa la moschea di Al-Aqsa e il possibile sfratto di palestinesi da Gerusalemme Est; tutte condizioni che fonti israeliane hanno categoricamente smentito. Gantz ha comunque avvertito che "la realtà sul campo determinerà il proseguimento dell'operazione".

Il bilancio del conflitto

Palestinesi ispezionano un sito colpito durante un attacco aereo israeliano a Gaza (Ansa)

Con la cessazione dei bombardamenti, dopo 11 giorni, dovrebbe interrompersi la fiammata di conflitto più letale da quella del 2014, che pure aveva coinvolto Israele e la Striscia di Gaza. Sulla base delle stime fornite dal ministero della Sanità della regione palestinese, in quest'area le vittime dei raid dell'aviazione e dei bombardamenti di Tel Aviv sono state almeno 232. Dodici le persone uccise invece nel territorio di Israele. Secondo Haaretz, le missioni dei caccia di Tel Aviv sono state centinaia. Oltre 4mila i razzi esplosi da Gaza in direzione del sud e del centro di Israele. L'ultimo conflitto è scoppiato nel pieno di una crisi politica in Israele, quando si materializzava la prospettiva della fine di anni di governo di Netanyahu, dirigente del partito conservatore Likud, primo ministro tra il 1996 e il 1999 e poi ancora a partire dal 2009.