Tel Aviv, 14 maggio 2021 - Al quinto giorno di guerra con Gaza, Israele - nei più intensi bombardamenti finora condotti - ha puntato alla rete sotterranea dei miliziani costruita dopo lo scontro del 2014: una pioggia di fuoco sui tunnel di Hamas. E mentre continua il lancio di razzi dalla Striscia (circa duemila dall'inizio della crisi) la comunità internazionale assiste impotente all'escalation del conflitto: oggi è stato l'Egitto a chiedere un cessate il fuoco anche parziale per evacuare i feriti dalla Striscia, ma finora senza successo. E in serata tre razzi sono stati lanciati dal territorio siriano verso le alture del Golan. Uno, difettoso, è caduto in territorio siriano, e gli altri due nel sud del Golan, nelle vicinanze del villaggio agricolo israeliano di Ramat Magshimim. Sono esplosi in zone aperte e non hanno provocato danni. Lo ha riferito la televisione pubblica israeliana Kan.

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Scontri in Cisgiordania

Il fronte di Gaza - dove le vittime, secondo il ministero della Sanità di Hamas, sono salite a 119, compresi 31 bambini - non è tuttavia l'unico. Alla vigilia del 15 maggio, data della 'Nakba' con cui i palestinesi ricordano la nascita dello Stato di Israele nel 1948 e il loro esodo, la Cisgiordania è stata teatro di nuovi scontri con l'esercito israeliano. Secondo fonti di Ramallah, i morti in incidenti avvenuti in varie località sono almeno dieci. A nord dimostranti libanesi si sono accalcati alla frontiera di Israele sconfinando per poi rientrare - incalzati dal fuoco di avvertimento dei tank israeliani - nel loro territorio. E anche in Giordania una folla di manifestanti si è radunata al confine con i Territori per manifestare solidarietà con "i fratelli palestinesi" al grido 'Con lo spirito e il sangue, ti riscatteremo, o Aqsa', in riferimento alla Moschea sulla Spianata a Gerusalemme. 

Israele, Gaza, Hamas: la guida. Ecco perché si è riaccesa la rivolta

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L'attacco ai tunnel

Contro i tunnel di Gaza - luogo privilegiato dei comandi e delle trasmissioni di Hamas - si sono mosse l'aviazione (oltre 160 caccia), i tank e le forze di terra schierate lungo il confine. Insieme, in 40 minuti, con circa 450 colpi hanno centrato oltre 150 "obiettivi sotterranei" nel nord della Striscia, in particolare a Beit Lahiya. Non si sa al momento quanti miliziani siano rimasti uccisi nell'attacco, che in un primo momento era stato erroneamente annunciato dall'esercito ai media stranieri come l'ingresso delle truppe via terra a Gaza. 

Netanyahu: li raggiungeremo ovunque

"Avevo detto - ha ricordato il premier Benyamin Netanyahu - che avremmo colpito Hamas e gli altri gruppi terroristici con colpi significativi ed è quello che stiamo facendo. Ma non è ancora finita". "I leader di Hamas - ha proseguito - pensano di poter scappare dalla nostra presa. Non possono scappare. Li raggiungeremo ovunque. Ci hanno attaccato nella nostra festa (Jerusalem Day), hanno attaccato la nostra capitale, hanno lanciato missili sulle nostre città e continueranno a pagare un presso pesante per questo". 

Appello a Biden da Abu Mazen

Da Ramallah, la presidenza di Abu Mazen ha lanciato un appello all'amministrazione Usa di Joe Biden ad intervenire "immediatamente e rapidamente per fermare l'aggressione israeliana prima che le cose vadano fuori controllo". Il rais ha detto di ritenere "il governo israeliano pienamente responsabile di questa pericolosa escalation, di questa tensione e del sangue versato dal popolo palestinese". La presidenza ha poi denunciato "le uccisioni brutali e programmate delle forze di occupazione israeliane contro il nostro popolo nella Striscia di Gaza, in Cisgiordania e a Gerusalemme". 

Sirene sulle città d'Israele

Sulle città di Israele, in specie al sud, anche oggi è stato una continuo risuonare delle sirene di allarme - che ha costretto la popolazione costantemente nei rifugi - seguito da una massiccio barrage di missili e dall'arrivo di droni: le vittime ad oggi restano 6. L'esercito ha fatto sapere che solo nella notte scorsa i razzi lanciati sono stati oltre 200. Di questi, almeno 30 sono ricaduti nell'enclave palestinese. 

 

La diplomazia

Esercito Israele, colpiti 150 obiettivi a Gaza nella notte

L'inviato del presidente Usa John Biden Hady Amr, vice sottosegretario di Stato per le questioni che riguardano Israele e palestinesi, è arrivato a Tel Aviv questo pomeriggio: ha come obiettivo la riduzione della tensione tra Israele e i palestinesi dopo le violenze degli ultimi giorni. Amr incontrerà sia la leadership israeliane, sia quella palestinese. Ma sulla linea degli States continuano le tensioni: dopo Alexandria Ocasio-Cortez, è il senatore Bernie Sanders a contestare la linea morbida di Joe Biden sul premier israeliano Netanyahu, pur concordando sul diritto di Israele a difendersi dagli attacchi di Hamas. L'ex candidato liberal alla Casa Bianca, ebreo, presidente della commissione Bilancio del Senato, accusa il premier israeliano Benjamin Netanyahu di coltivare "una crescente intolleranza e un nazionalismo razzista di tipo autoritario".


Poi c'è l'appello del segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, a tutte le parti affinché "cessino immediatamente le ostilità". Il portavoce di Guterres, Stephane Dujarric, scrive: "L'escalation militare in corso ha causato grande sofferenza e distruzione. Ha causato decine di vittime civili, inclusi tragicamente molti bambini. I combattimenti hanno il potenziale per causare una crisi umanitaria e di sicurezza incontenibile, e di stimolare ulteriormente l'estremismo, non solo nei Territori palestinesi occupati e in Israele ma in tutta la regione". 

 

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Usa a cittadini: riconsiderare viaggi

Gli Stati Uniti hanno invitato i propri cittadini a riconsiderare eventuali viaggi verso Israele e i Territori palestinesi alla luce dell'escalation di violenze e combattimenti nella regione. Il Dipartimento di Stato l'allerta viaggi dal livello due a quello tre, che prevede appunto di "riconsiderare" i viaggi. "Proteste e violenze possono continuare, alcune senza nessun preavviso", si legge nel 'warning'.