Roma, 12 maggio 2021 - Israele e Gaza sono di nuovo sull'orlo di una guerra: da più di 48 ore sullo Stato ebraico piovono razzi e i caccia con la stella di David continuano a bombardare l'enclave palestinese. Il bilancio finora nella Striscia è di 65​ morti, tra cui 14 bambini, cinque donne e un anziano, e 400 feriti, secondo quanto riferisce l'agenzia palestinese Maan. In Israele sono 7 i morti, tra cui un bimbo di sei anni rimasto ucciso a Sderot, un padre e una figlia adolescente colpiti a morte vicino Lod e un soldato 21enne, ammazzato da un missile guidato anti-carro mentre si trovava in jeep con altri due commilitoni vicino al confine settentrionale di Gaza.

Le forze armate israeliane (Idf) hanno annunciato di aver inflitto un "duro colpo" ad Hamas, uccidendo diversi alti esponenti che facevano parte dello 'Stato maggiore' del Movimento islamico. Tra questi, ci sono Bassem Issa, a capo della brigate di Gaza City dal 2017, e il responsabile del progetto di sviluppo missilistico Jumah Tahla, ritenuto vicinissimo al leader del braccio armato, Mohammed Deif. Oltre a loro, sono stati rimasti uccisi anche altri due esponenti del progetto di sviluppo e produzione dei razzi, Jamal Zibda e Hazem Khatib.

Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha esultato, avvertendo che "questo è solo l'inizio": "Li colpiremo con attacchi che non hanno mai immaginato". Dopo la pioggia di razzi caduti ieri sera e di nuovo nella notte su Tel Aviv e altre città, le sirene hanno continuato a suonare per tutto il giorno nel Sud, a Be'er Sheva, Yavne, Ashdod, Ashkelon, Rahat, Ofakim e nelle comunità vicine al confine con Gaza; missili sono arrivati anche su Dimona, sede della centrale nucleare israeliana. Hamas ha rivendicato di aver sparato altri 130 razzi contro Israele in risposta alla distruzione della torre di al-Shourouk, un palazzo di dieci piani a Gaza City, il terzo così alto a essere demolito dall'inizio dell'operazione.

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Dagli Stati Uniti, il presidente americano Joe Biden parlando al telefono col premier israeliano Benyamin Netanyahu ha lanciato un appello perchè venga al più presto ripristinata la calma dopo l'escalation tra israeliani e palestinesi. Lo rende noto la Casa Bianca. "Gerusalemme, una città così importante per i fedeli di tutto il mondo, deve essere un luogo di pace", ha affermato Biden, invitando Netanyahu a restare in contatto personalmente nei prossimi giorni

"Molto preoccupato" anche il premier britannico, Boris Johnson, così come il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, che ha "chiesto con forza" a "tutte le parti" di "intraprendere subito misure di de-escalation e attenersi alla massima moderazione".

Tensioni si continuano a registrare anche a Lod, teatro anche ieri notte di violenze, tanto che sono stati inviati poliziotti di rinforzo ed è stato dichiarato lo Stato d'emergenza. Le autorità hanno anche decretato il coprifuoco notturno, dalle 20 alle 4 del mattino, con il divieto di uscire di casa tranne che in caso di attacco missilistico. Scontri tra arabi ed ebrei sono avvenuti poco prima dell'entrata in vigore della misura restrittiva, ai quali la polizia ha reagito lanciando granate assordanti; una ventina gli arresti. Sulla situazione a Lod è intervenuto anche il presidente israeliano, Reuven Rivlin, che ha condannato i "pogrom" avvenuti in città e "i disordini in tutto il Paese da parte di una folla araba incitata e assetata di sangue, che ferisce persone, danneggia proprieta' e persino attacca luoghi sacri ebraici".

Appelli alla calma sono arrivati da leader e parlamentari arabo-israeliani: "Le proteste nella comunità araba si stanno sviluppando nella direzione piu' pericolosa, e le proteste popolari si sono trasformate in violenza e in uno scontro frontale", ha sottolineato il leader di Ra'am, Mansour Abbas, invitando "tutti ad agire in modo responsabile ed essere disciplinati, a seguire la legge e l'ordine". Condanna per "attacchi contro civili innocenti" è stata espressa anche dal leader della Lista Unita araba, Aymen Odeh. 

Delegazione egiziana a Gaza

Una delegazione dell'intelligence egiziana si è recata nella Striscia di Gaza per una breve visita e ha incontrato le fazioni palestinesi, alla ricerca di un accordo di cessate il fuoco con Israele. Lo hanno riferito fonti della sicurezza del cairo e un diplomatico palestinese. L'Egitto, il principale mediatore tra Israele e Hamas, ha inviato una delegazione che ha incontrato i leader di Hamas e della Jihad islamica, ha spiegato la fonte, aggiungendo, senza fornire ulteriori dettagli, che sono in corso "contatti con gli israeliani per illustrare loro i risultati dei colloqui a Gaza al fine di raggiungere un cessate il fuoco". Una fonte diplomatica palestinese ha confermato che una delegazione dell'intelligence egiziana è arrivata a Gaza attraverso il valico di confine di Erez per consultazioni con le fazioni palestinesi, ma senza fornire ulteriori dettagli. Il portavoce di Hamas a Gaza, Fawzi Barhoum, si e' limitato a confermare contatti con l'Egitto, che media con le Nazioni Unite e il Qatar per allentare la tensione.

Mappa: la Striscia di Gaza