Gerusalemme, 11 maggio 2021 - Continua a divampare la guerra tra Israele e Hamas con i razzi da Gaza che sono arrivati anche su Tel Aviv e lo Stato ebraico deciso a proseguire "senza limiti di tempo" in un conflitto "esteso" che ha già provocato decine di vittime. Dopo gli scontri di ieri, una pioggia di missili si è abbattuta per tutta la giornata su Israele: circa 480, più altri 130 sparati in serata verso Tel Aviv, dove a più riprese sono risuonate le sirene d'allarme. Un razzo sparato da Gaza ha centrato una delle infrastrutture strategiche più importanti di Ashkelon: l'oleodotto  del 'Red-Med Land Bridge'. Le immagini delle tv mostrano un furioso incendio. Sinagoghe e negozi in fiamme a Lod. Forze israeliane hanno distrutto un alto edificio a Gaza City denominato al-Jawharah. 

 

Già la notte scorsa, raid e morte sulla Striscia di Gaza, al confine tra Israele e Palestina. Centinaia di razzi lanciati dalla enclave palestinese verso il territorio dello Stato ebraico, che ha risposto con un'ondata di attacchi su 140 obiettivi. Il bilancio dei combattimenti si aggiorna drammaticamente di ora in ora. Inascoltato, al momento, l'appello incrociato di Onu e Ue per un immediato cessate il fuoco. 

Annullati gli atterraggi a Tel Aviv

Visto il duro bombardamento da parte di Hamas, tutti gli atterraggi all'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv sono stati annullati e dirottati verso Cipro per consentire alle batterie Iron Dome di intercettare i razzi palestinesi in arrivo. Inoltre un razzo sparato da Hamas ha centrato una delle infrastrutture strategiche più importanti di Ashkelon: la pipeline del 'Red-Med Land Bridge' che collega il Mediterraneo al porto di Eilat sul Mar Rosso. Immagini televisive mostrano il furioso incendio.

L'esercito israeliano ha risposto con decine e decine di attacchi contro obiettivi di Hamas e della Jihad islamica: uno di questi ha colpito un edificio di 12 piani, facendo collassare l'intera struttura. Secondo fonti israeliane, prima dell'attacco i residenti erano stati avvisati più volte di lasciare il palazzo che avrebbe ospitato "comandi di organizzazioni terroristiche". 

Il conto delle vittime

I calcoli in questi casi sono sempre per difetto: a Gaza ci sono almeno 30 morti (anche "dieci bambini", secondo le autorità) e 175 feriti, tra cui importanti comandanti delle fazioni armate palestinesi. Mentre in Israele - protetto dal sistema di intercettazione anti missili Iron Dome - si contano tre vittime: la donna morta nei pressi di Tel Aviv e altre due colpite da un razzo che ha centrato un edificio ad Ashkelon. I feriti, solo in questa città, sono più di 70, mentre l'intera popolazione del sud di Israele è costretta a ripararsi nei rifugi.

Fumo nella notte di Gaza (Ansa)

Minacce contrapposte

Hamas e la Jihad islamica "pagheranno un caro prezzo" per gli attacchi lanciato contro le zone meridionali e centrali di Israele, torna a minacciare il premier israeliano Benjamin Netanyahu, condannando i leader dei gruppi che operano nella Striscia di Gaza che "hanno le mani sporche di sangue". "Hamas e la Jihad hanno pagato e pagheranno un prezzo pesante. Continuiamo ad attaccare a tutta forza. La campagna militare prenderà tempo, andremo avanti", ha detto ancora Netanihau.
Dall'altro fronte arriva la replica di  Hamas, che si dice "pronto" ad affrontare un'intensificazione degli attacchi israeliani nella striscia di Gaza, ha detto il suo capo, Ismail Haninyeh, in un'intervista alla televisione. "Se (Israele) vuole un'escalation, la resistenza è pronta e se (Israele) vuole fermarsi siamo pronti anche noi", ha detto, chiedendo alle forze di sicurezza israeliane di ritirarsi dalla Spianata delle Moschee a Gerusalemme.

Le forze militari israeliane hanno colpito nell'ultimo giorno e mezzo oltre 500 obiettivi nella Striscia di Gaza, uccidendo decine di operativi dei gruppi terroristici. Lo ha riferito il capo di Stato Maggiore Aviv Kohavi, affermando che Israele è "determinato a colpire i gruppi terroristici nel modo più serio possibile". Kohavi ha inoltre annunciato che Israele continuerà a condurre attacchi contro Hamas e la Jhad islamica all'interno della Striscia.

Sinagoghe e negozi in fiamme

Violenti incidenti si stanno verificando a Lod e a Ramle, cittadine miste nel centro di Israele, con sinagoghe, negozi e auto date alle fiamme da arte di dimostranti arabi. In particolare, secondo la tv Canale 12 sono 3 le sinagoghe incendiate a Lod e molte le auto. La stessa fonte ha riferito che la polizia sta scortando alcuni "residenti ebrei terrorizzati" via dalle loro case. 
"Questa è la Notte dei Cristalli a Lod", ha detto il sindaco Yair Revivo  evocando i pogrom contro gli ebrei nella Germania nazista del 1938. "Qui c'è una mancanza del governo - ha aggiunto - È un fatto gigantesco: una Intifada degli arabi israeliani. Sono bruciate le sinagoghe, come centinaia di auto. Centinaia di teppisti arabi stanno percorrendo le strade. È scoppiata la guerra civile".

 

 

Venti di guerra

L'Ue chiede lo stop immediato delle violenze, ma Israele richiama i riservisti e il capo di stato maggiore fa sapere che "tutti i comandi si devono preparare ad un conflitto più esteso". Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha affermato: "Alla conclusione di una valutazione della situazione, è stato deciso che verrà aumentata la potenza e la frequenza degli attacchi". E il movimento islamista ha minacciato oggi di trasformare Ashkelon in un "inferno" se l'esercito dello Stato ebraico non metterà fine ai suoi attacchi contro i palestinesi. L'ala militare del movimento islamista ha diffuso un video sul web: "Gerusalemme ha chiamato, Gaza ha risposto".

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La battaglia

L'esercito israeliano definisce i raid 'Operazione Guardiano delle Mura'. I vertici militari presumono che la battaglia proseguirà per diversi giorni. Richiamate 8 compagnie di riservisti della Guardia di frontiera per far fronte ai disordini. A Gaza le milizie palestinesi hanno allestito una sala comune di operazioni. Nei loro media i lanci di razzi verso Israele sono chiamati 'Operazione Spada di Gerusalemme'. L'escalation di violenze si è accesa giorni fa sulla Spianata delle Moschee, con scontri feroci tra manifestanti palestinesi e agenti israeliani. A innescare la miccia sarebbero state le minacce di sgomberi di una decina di famiglie palestinesi nel quartiere di Gerusalemme Est a forte prevalenza araba di Sheikh Jarrah, dopo l'acquisto delle case da parte di un gruppo di destra ebraico.

Amnesty: "Illegale l'attacco a Gaza"

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