Israel Horovitz (Ansa)
Israel Horovitz (Ansa)

Roma, 11 novembre 2020 - Si è spento all'età di 81 anni, dopo una lunga malattia nella sua casa di New York, il drammaturgo americano Israel Horovitz, autore di oltre settanta testi teatrali, di cui molti tradotti e messi in scena in più di trenta lingue diverse, da "L'indiano vuole il Bronx" alla "Mia vecchia signora". A dare notizia della morte è stato il suo agente in Francia. 

Horovitz è nato da una famiglia ebrea a Wakefield, in Massachusetts, e solo all'età di 13 anni ha scritto il suo primo romanzo. A 17 anni, invece, la prima opera, intitolata "The Comeback". Da lì, una carriera in salita. Si rivelò nel 1968 con due atti unici - "It's Called the Sugar Plum" e "L'indiano vuole il Bronx" - che esprimevano, in termini realistici, la violenza metropolitana in America. Non a caso fu proprio Horovitz che, ai tempi della grande ribellione studentesca sessantottina, sceneggiò il film più significativo di quel periodo storico, "Fragole e sangue", che lo consacrò agli occhi del grande pubblico. Diretto da Stuard Hangmann, esordì nelle sale americane nel 1970 e vinse il Premio della giuria di Cannes, entrando così nella categoria delle pellicole politiche più 'cult' degli anni 70. Il film rappresentò per Horovitz anche un momento di gloria sia dal punto di vista professionale, sia da quello privato: durante le riprese ricevette un invito a pranzo dal premio Nobel Samuel Beckett, maestro del teatro dell'assurdo, con cui instaurò un sodalizio che lo ha influenzato notevolmente nel lavoro e nella vita personale, a tal punto che lo stesso Horowitz lo ha definito più volte il suo "padre spirituale, letterario, morale". Lo spirito ribelle di Horovitz è riconoscibile anche nelle opere successive, tra le quali il ciclo "The Wakefield Plays" (1974-79) e la commedia "The Good Parts" (1982). Una lotta tra emarginati, tra persone costrette in fila davanti a una riga bianca, confine che li pone in attesa e li esclude da qualcosa di imprecisabile, è l'argomento di "Line" (La fila), opera del 1989 di Horovitz, che in Italia ha segnato, nel 1994, il debutto sulla scena teatrale di Stefania Sandrelli.

Horovitz ha vinto numerosi premi e riconoscimenti, oscurati dalle accuse per violenza e molestie sessuali. Nel 1975 ha fondato il New York Playwrights Lab, di cui è stato a lungo direttore artistico, con lo scopo di stimolare ed incoraggiare importanti e riconosciuti autori americani a scrivere per il teatro. È stato direttore artistico della Gloucester Stage Company in Massachussetts ed ha insegnato sceneggiatura cinematografica alla Columbia University, alla Scuola Nazionale Francese di Cinema La Fèmis, e drammaturgia alla University of St. Andrews, in Scozia. In Italia è stato direttore artistico, insieme ad Andrea Paciotto, della Compagnia Horovitz-Paciotto con sede a Spoleto. Fra il 31 marzo 2009 e il 31 marzo 2010, in occasione del suo settantesimo compleanno, il Barefoot Theater di New York ha organizzato il 70/70 Horovitz Project: 70 opere di Horovitz sono state prodotte e rappresentate nei teatri di più di venti paesi in tutto il mondo. Israel Horovitz è padre di cinque figli, fra i quali Adam Horovitz, conosciuto come Adrock della famosa band rap Beastie Boys.