Omar al-Shishani, comandante ceceno dell'Isis (Ap/Lapresse)
Omar al-Shishani, comandante ceceno dell'Isis (Ap/Lapresse)

Mosca, 14 novembre 2014  - Ucciso in Cecenia il famigerato leader jihadista dell'Isis dalla lunga barba rossa, Omar al-Shishani. La notizia è stata data ieri su Instagram dal presidente ceceno filo-Cremlino Ramzan Kadirov, citato dai principali media russi, postando una foto del presunto cadavere del terrorista. Non ci sono comunque al momento conferme della morte da altre fonti. "Tarkhan Batirashvili, il nemico dell'Islam chiamato Omar al-Shishani, è stato ucciso - ha annunciato Kadirov -. La stessa sorte spetta a chiunque pensi di minacciare la Russia e il popolo ceceno". Al-Shishani è nato in Georgia, nella valle del Pankisi, meno di trent'anni fa. In un video pubblicato su internet a settembre e indirizzato al presidente russo Vladimir Putin aveva promesso che l'Isis avrebbe "liberato" la Cecenia "e tutto il Caucaso".

AL BAGDADI: ARRIVEREMO A ROMA  - Ieri è stato diffuso un messaggio audio di Abu Bakr al-Baghdadi, capo dello Stato islamico, nel quale il militante afferma che il suo gruppo continuerà a combattere fino all'ultimo soldato. Si tratta del suo primo messaggio audio da quando l'alleanza guidata dagli Stati Uniti ha cominciato a condurre attacchi aerei contro il gruppo in Iraq e in Siria. Nella dichiarazione, diffusa oggi sui social media, al-Baghdadi afferma che i suoi combattenti "non lasceranno mai la lotta, anche se rimanesse solo un soldato". Al-Baghdadi chiede ai musulmani di condurre la guerra santa ovunque, e di attaccare e uccidere "gli apostati" specificamente in Arabia Saudita e Yemen. Al-Baghdadi ha anche aggiunto che le avanzate del suo gruppo "arriveranno a Roma". I militanti dello Stato islamico spesso fanno riferimento a Roma come a un simbolo dell'Europa. 

 

ALLEANZA ISIS - AL QAEDA - L'Isis e Al Qaeda hanno deciso di non combattersi più in Siria e di allearsi contro i loro oppositori, tra i quali il presidente Bashar al Assad e i ribelli che lo combattono. Lo rivela il Daily Telegraph citando due fonti anonime dei ribelli siriani, secondo le quali emissari dei due gruppi terroristici si sono incontrati il 2 novembre nel nord del Paese e hanno deciso di interrompere le ostilità e di collaborare sul campo.

JIHADISTI DEL SINAI CON ISIS: CAMBIANO NOME - La formazione jihadista attiva nel nord del Sinai, Ansar Beit al Maqdis, che nei giorni scorsi aveva già "aderito" all'Isis, annuncia su Twitter di aver cambiato il proprio nome in "Stato del Sinai appartenente allo Stato islamico", in risposta alla richiesta di Abu Bakr al Baghdadi nel messaggio audio attribuito al leader dell'Isis e diffuso ieri. Nella registrazione Baghdadi avrebbe "accettato" l'alleanza dei jihadisti dell'Egitto, Arabia Saudita, Yemen, Libia e Algeria. Ansar Beit al Maqdis è costretta a cambiare di continuo il suo account Twitter, per evitare la "sospensione" da parte del social network.

GB: CONFISCA PASSAPORTI A SOSPETTI JIHADISTI - Londra rafforzerà le sue misure antiterrorismo per affrontare la minaccia dell'Isis, autorizzando la confisca dei passaporti delle persone sospette ed impedendo il ritorno di combattenti jihadisti. Lo ha annunciato oggi da Canberra il primo ministro britannico David Cameron. Una nuova legge prevederà inoltre che "le compagnie aeree che non rispettano le liste d'interdizione al volo (fornite dalle autorità) non siano più autorizzate a atterrare nel Regno Unito", ha aggiunto Cameron. 

ONU: ISIS HA COMMESSO CRIMINI CONTRO L'UNIVERSITA' - L'Isis ha perpetrato in Siria "crimini di guerra e crimini contro l'umanità" e i comandanti dell'Isis "sono individualmente e penalmente responsabili per questi reati". Lo afferma la Commissione di inchiesta dell'Onu sulla Siria in un rapporto reso noto oggi a Ginevra.

ISIS: CONIAMO NOSTRA MONETA - Il leader dei militanti dello Stato islamico (ex Isil), Abu Bakr al-Baghdadi, ha ordinato che l'organizzazioni cominci a coniare monete d'oro, d'argento e di rame per la sua valuta, il dinaro islamico. Lo ha riferito un sito internet affiliato con il gruppo di militanti, scrivendo ieri che al-Baghdadi ha dato istruzione ai suoi seguaci di cominciare a coniare le monete "per cambiare il sistema monetario tirannico" modellato sulle economie occidentali "che hanno ridotto in schiavitù i musulmani". Secondo quanto riporta il portale l'ordine è stato approvato dal Consiglio della Shura, un organo consultivo. Non è stato possibile verificare indipendentemente l'autenticità del messaggio sul sito, ma in passato il portale è stato utilizzato per messaggi dello Stato islamico. Secondo fotografie dei prototipi delle monete, esse recano la scritta in arabo: "Lo Stato islamico/Un califfato basato sulla Dottrina del Profeta". Non è chiaro da dove il gruppo intenda ottenere l'oro, l'argento e il rame per le monete. Il sito riporta che il potere d'acquisto del dinaro sarà il suo peso in oro, argento o rame. Una delle monete d'oro reca il simbolo di sette spighe di grano, menzionate nel Corano, mentre un'altra la cartina del mondo, un riferimento a quando l'Islam un giorno dominerà il mondo intero.  Su una delle monete d'argento ci sono una spada e uno scudo, in riferimento alla guerra santa o jihad, mentre un'altra ha un minareto che rappresenta Damasco, menzionata in uno dei detti del profeta Maometto. Su un'altra moneta c'è il simbolo della Spianata delle Moschee a Gerusalemme, dove il profeta ha pregato. Le monete di rame hanno il simbolo della mezzaluna e tre alberi di palma, anch'essi con dei significati nell'Islam. Il messaggio afferma che seguiranno delle istruzioni del dipartimento del Tesoro dello Stato islamico, per spiegare alle persone come usare la valuta.