Irlanda dice sì alle nozze gay: festeggiamenti per le vie di Dublino (Olycom)
Irlanda dice sì alle nozze gay: festeggiamenti per le vie di Dublino (Olycom)

Roma, 23 maggio 2015 -  La cattolica Irlanda ha detto sì ai matrimoni gay, diventando il 22° Paese (SCHEDA) ad ammettere le nozze omosessuali ma il primo a farlo attraverso un referendum. Con lo spoglio delle schede ancora in corso, il governo ha anticipato la notizia che il 'sì' ha vinto nettamente. Solo in serata il risultato ufficiale, anche se già dalla mattinata era chiaro l'andamento del voto. Una preponderanza schiacciante: i 'sì' sono stati il 62,1%,mentre i 'no' il 37,9%. Un risultato schiacciante, tanto che il fronte del no ha riconosciuto quasi subito la sconfitta: David Quinn, esponente della lobby cattolica Iola Institute, ha ammesso che "i sì sono quasi il doppio dei no'. La riforma costituzionale dovrebbe entrare in vigore questa estate e i primi matrimoni gay si potranno celebrare entro la fine dell'anno. Il testo però non consente l'adozione per i single e le coppie omosessuali.

E il fatto che un Paese ultracattolico si sia espresso a favore dei matrimoni omosessuali ha rilanciato il dibattito anche in Italia, visto che siamo tra i 9 Paesi Ue dove una norma proprio non c'è. Per il Pd Roberto Speranza dice: "Gioia per il risultato, ora tocca a Italia", mentre Nichi Vendola rimarca: "Lezione civiltà". Da destra molte chiusure: l'Ndc Maurizio Sacconi sottolinea che "Da noi la Costituzione lo vieta", mentre anche Matteo Salvini prende le distanze: "Non chiamiamoli matrimoni". 

Il premier Enda Kenny abbraccia Joan Burton a Dublino (Ansa)'GIORNATA STORICA' - Il ministro della Salute, Leo Varadkar, ha parlato di "giornata storica" e ha affermato che questo risultati fa dell'Irlanda "un faro" per il resto del mondo in termini di libertà e uguaglianza. E per il premier Enda Kenny, il popolo irlandese ha mandato "un messaggio pionieristico". "Oggi l'Irlanda ha scritto una pagina della Storia", continua la Kenny poco dopo la comunicazione del risultato definitivo del referendum. "Con questo risultato mostriamo che siamo un popolo generoso, sensibile, audace e gioioso", ha detto il capo dell'esecutivo mentre un po' ovunque nelle strade di Dublino gli irlandesi di ogni sesso e di tutte le età esultavano e si abbracciavano per l'esito della consultazione. L'Irlanda è il primo paese al mondo a introdurre i matrimoni omosessuali con un referendum. In Irlanda, Paese in cui la Chiesa cattolica ha sempre esercitato una forte influenza, l'omosessualità era reato fino a due decenni fa e il divorzio è stato introdotto solo nel 1995.

Nozze gay, selfie ricordo di jerry Adams con una Drag Queen (Olycom)Jerry Adams con una Drag Queen: clicca sulla foto per sfogliare la gallery

La vittoria del  'sì'  rappresenta una svolta per l'isola a maggioranza cattolica, dove fino al 1993 esisteva il reato di sesso omosessuale e l'aborto resta proibito se la vita della madre non è in pericolo. 

ART. 41 - La consultazione popolare ha approvato un emendamento all'articolo 41 della Costituzione del 1937 con la nuova formula secondo cui "il matrimonio può essere contratto per legge da due persone, senza distinzione di sesso". La campagna per il  'sì' è stata sostenuta dalle maggiori forze politiche anche gli esponenti più conservatori del Fianna Fail e del Fine Gael del premier Kenny hanno tenuto un basso profilo, specialmente nelle aree rurali. 

IL TWEET DI CAMERON - "Congratulazioni al popolo d'Irlanda per aver votato per il matrimonio tra persone dello stesso sesso, mettendo in chiaro che si è uguali sia se si è etero sia se si è gay", scrive su Twitter il premier britannico David Cameron.

'DA GENTE STOP A GERARCHIE' -  La valanga di sì al referendum che ha sottoposto al giudizio popolare la modifica dell'articolo 41 della Costituzione irlandese dimostra come alla lunga le campagne d'odio nei confronti delle persone lgbt sono sconfitte dal buon senso popolare", commenta Aurelio Mancuso, presidente Equality Italia, che aggiunge: "Il risultato di oggi parla anche al nostro paese dove alcuni settori della gerarchia cattolica appoggiano orribili gruppi integralisti che propugnano esclusione e discriminazione, utilizzando un linguaggio che si sperava fosse stato sconfitto dalla storia. In Irlanda moltissimi cattolici hanno votato sì, contraddicendo le pesanti ingerenze dei vescovi che erano schierati per il no. Ancora una volta il popolo di Dio è più saggio rispetto a una gerontocrazia che combatte contro ogni libertà".

TWEET DI GIOIA -  "Dalla cattolicissima Irlanda una lezione di civiltà. Vince la bellezza del diritto di avere diritti, vince l'amore contro i pregiudizi, vince la libertà contro l'oscurantismo. L'Irlanda che cambia rende ancora più triste la scena ipocrita e meschina della politica di casa nostra. Svegliati Italia!", scrive il presidente di Sinistra Ecologia Libertà, Nichi Vendola. 

BOLDRINI: ORA IN ITALIA - "Dall' Irlanda una spinta in più. E' tempo che anche l'Italia abbia una legge sulle unioni civili. Essere europei significa riconoscere i diritti", twitta la presidente della Camera, Laura Boldrini, commentando l'esito del referendum.

'UNIONI SI', NOZZE NO' - Contrario Matteo Salvini, segretario della Lega: "Io personalmente non sono d'accordo a chiamare le nozze gay come matrimonio. Rispetto le scelte di vita di chiunque, perché ognuno nella vita deve poter fare quello che vuole, senza che lo Stato entri in camera da letto, il matrimonio però, quello che tende a far nascere dei figli, prevede la presenza di un uomo e di una donna". "Per le coppie gay - continua l'esponente del Carroccio - sono disponibile a ragionare di diritti, sotto qualunque punto di vista, però il matrimonio prevede l'uomo e la donna, e il bambino dal mio punto di vista deve essere adottato da una mamma e da un papà - prosegue Salvini -. Chiamiamole unioni civili, però scopiazzare il matrimonio facendo finta che un bimbo possa avere due mamme e due papà non va bene".

L'ARCIVESCOVO - Alla Chiesa cattolica irlandese "occorre un esame di realtà a tutto tondo": questo il commento dell'arcivescovo di Dublino, Diarmuid Martin. "Siamo andati completamente alla deriva rispetto ai giovani?", è stata la riflessione di monsignor Martin, il quale aveva peraltro promosso il no, anticipando che avrebbe appunto votato a sfavore delle nozze tra persone dello stesso sesso. "Questa è una rivoluzione sociale che non è iniziata oggi", ha sottolineato nel corso dell'intervista rilasciata all'emittente televisiva statale 'Rte'. "Stiamo diventato una Chiesa per chi già ci segue, un ambiente protetto, al posto della Chiesa aperta verso l'esterno della quale parla papa Francesco", ha ammonito il prelato.

ALLARME PRO FAMILY - "In Irlanda non ha vinto l'uguaglianza ma l'ideologia, ed è una pessima notizia per l'Europa", afferma il portavoce dell`associazione pro-family La Manif Pour Tous Italia, Filippo Savarese, che mette in guardia il Pd: "Se crede di sfruttare questa vicenda per agevolare l'approvazione del matrimonio gay anche in Italia chiamandolo "unioni civili" - continua Savarese - fa male i conti: porteremo in piazza il popolo per dire che ognuno ha il diritto di vivere in pienezza il proprio amore, ma che per il bene delle future generazioni mamma e papà non hanno uguali".

'FUORI DAL TEMPO' -  "Ora l'Italia si trova davvero da sola, insieme alla Grecia e ad alcuni Paesi ex socialisti o ex sovietici. Già era rimasta sola sola fra i paesi fondatori dell'Unione europea e sola fra le grandi economie del continente. Adesso, dopo la vittoria del sì alle nozze gay in Irlanda, si trova ancora più sola fra i Paesi dell'Europa occidentale di cultura cattolica, l'unico Paese a non avere uno straccio di legge sui diritti delle coppe dello stesso sesso". Il senatore Pd Sergio Lo Giudice, primo firmatario del disegno di legge in Senato per l'estensione del matrimonio civile alle coppie gay e lesbiche, accoglie con soddisfazione il risultato irlandese e lo proietta a Palazzo Madama: "Chi si oppone a questa elementare misura di civiltà e punta a snaturare il ragionevole compromesso del testo base Cirinnà in discussione in Senato non è solo fuori dall'Europa: è fuori dal nostro tempo, dalla cultura del XXI secolo, dal diritto europeo".

ITALIA, GUARDA! - "Irlanda: l'Europa dei diritti corre veloce. Per l'Italia ormai il ritardo sulle coppie gay è da giurassico. Diamoci una mossa in parlamento!", scrive su Twitter il senatore e sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova, commentando l'esito del voto.

Anche la scrittrice scozzese JK Rowling, celebre autrice della saga di Harry Potter, ha affidato a Twitter il commento della storica giornata irlandese: "Sto qui seduta - ha scritto - a guardare gli irlandesi che fanno la Storia. Straordinario e meraviglioso".