Roma, 1 gennaio 2018 - Sale ad almeno 13 il bilancio dei morti nelle proteste anti-governative in corso in Iran: la Tv di Stato iraniana riporta che 10 persone sono state uccise ieri notte, mentre ieri il vice capo della sicurezza del governatore della provincia Habibollah Khojastepour aveva annunciato la morte di due dimostranti nella notte tra sabato e domenica. Sempre oggi in serata è stato ucciso un agente e altri 3 sono stati feriti con un fucile da caccia a Najafabad, 400 km a sud di Teheran, nella provincia centrale di Isfahan.

Le manifestazioni non si fermano: domenica, per la quarta notte consecutiva, ci sono stati disordini, nonostante l'appello alla calma del presidente Hassan Rohani. Gli iraniani sono di nuovo scesi per le strade delle città di tutto il Paese, compresa Teheran, in segno di protesta contro il governo e la crisi economica, la disoccupazione, il carovita e la corruzione. Secondo la Bbc i cittadini sarebbero scesi in piazza anche questa sera dando alle fiamme automobili e continuando la loro protesta. Immagini del genere erano state già trasmesse oggi dalla Tv di Stato iraniana che aveva mostrato banche private assaltate, vetrine sfondate, automobili rovesciate e incendiate, imputandole alle manifestazioni. 

Secondo video online affiorati sui media e i social network, i manifestanti hanno attaccato edifici pubblici, centri religiosi e le banche o le sedi Basij (la milizia islamica del regime). I manifestanti hanno anche dato fuoco ad auto della polizia. Ci sono stati centinaia di arresti anche perché il presidente aveva preannunciato che la violenza non sarebbe stata tollerata. 

L'Iran "sta fallendo a tutti i livelli nonostante il terribile accordo fatto con l'amministrazione Obama. Il grande popolo iraniano è represso da molti anni. Sono affamati di cibo e di libertà. Insieme ai diritti umani, la ricchezza dell'Iran viene saccheggiata. Tempo di cambiare!". Lo scrive su Twitter il presidente Usa Donald Trump.

Anche il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, è intervenuto su quanto sta avvenendo nel paese. Dopo aver negato le accuse del presidente iraniano Rohani - secondo le quali sarebbe Israele a fomentare gli incidenti avvenuti nelle proteste degli ultimi giorni - bollandole come "false" e "ridicole", Netanyahu ha elogiato i "manifestanti coraggiosi" e la loro richiesta di "libertà e giustizia". Il regime iraniano, ha aggiungto il premier israeliano, "spende milioni di dollari per disseminare odio invece di costruire scuole e ospedali per i propri cittadini". Qualche critica anche nei confronti dei governi europei, rei, a parer suo, di restare "in silenzio, mentre i giovani eroici iraniani vengono colpiti nelle strade". "Israeliani e iraniani - ha concluso - diventeranno di nuovo amici quando cadrà la Repubblica islamica, qualcosa che un giorno succederà".

Rohani, dal canto suo, ha invitato gli iraniani alla coesione: "La nostra economia ha bisogno di un grande intervento chirurgico, dobbiamo essere tutti uniti". Il presidente, eletto per il suo secondo mandato nel 2017, ha proseguito esprimendo "determinazione da parte del governo" di Teheran "a risolvere i problemi della popolazione, in particolare la disoccupazione". La sua presidenza aveva permesso all'Iran di uscire dall'isolamento con un accordo stabilito nel 2015, liberandolo dalle sanzioni internazionali che erano state imposte per le attività nucleari di Teheran. L'avvenimento aveva fatto sperare la popolazione in una migliore situazione economica senza però ripagare le aspettative. 

Intanto una ragazza iraniana senza il velo che sventola il suo 'hijab' bianco nel mezzo di una strada affollata diventa il simbolo delle sanguinose proteste antigovernative. La donna, riporta la pagina Facebook My Stealthy Freedom di Masih Alinejad, l'attivista che si batte contro l'obbligo dell' 'hijab', partecipava alla campagna 'WhiteWednesdays' ed è stata arrestata mercoledì scorso.

falseMa la sua sfida a Teheran, ripresa in un video amatoriale che ha già fatto il giro del cyberspazio e dei media, non si è fermata all'incrocio tra via Enghelab e via Abureihan della capitale: sempre secondo My Stealthy Freedom dal 27 dicembre, giorno del suo arresto, è emerso almeno un altro video di un'altra donna scoperta che sventola il suo 'hijab' in strada. La decisione coincide, fra l'altro, proprio l'annuncio da parte delle autorità, la settimana scorsa, secondo cui le donne che non indossano il velo in pubblico non saranno più soggette all'arresto ma dovranno frequentare corsi sull'Islam.