Il logo della Apple (Ansa)
Il logo della Apple (Ansa)

Roma, 19 novembre 2020 - Il "batterygate",  è scoppiato tre anni fa, e ora Apple pagherà 113 milioni di dollari per mettere fine al caso. La disputa legale con oltre 30 Stati americani verteva sul rallentamento dei vecchi iPhone, praticato dalla società per poter gestire la batteria. 

L'ultimo accordo sul "batterygate" è stato annunciato da diversi procuratori generali tra cui quello della California, Xavier Becerra. L'intesa coinvolge 33 Stati Usa più il distretto di Columbia. "L'accordo - si legge in una nota del procuratore Becerra - risolve le accuse secondo cui la società ha rilasciato false dichiarazioni sulle batterie degli iPhone e sugli aggiornamenti software che hanno limitato le prestazioni dei telefoni al fine di gestire una carica insufficiente della batteria". 

Nel marzo scorso, Apple si è accordata su un pagamento fino a 500 milioni di dollari per risolvere una class action statunitense incentrata anch'essa sul rallentamento delle prestazioni degli iPhone.