Gli ombrelli gialli per difendersi dallo spray al peperoncino sono acqua passata. A Hong Kong la protesta, dopo anni di durissimi scontri per strada con la polizia, ha deciso di usare una nuova arma, che va a colpire là dove potrebbe davvero fare male. I sostenitori della democrazia, impossibilitati a scendere in piazza per le misure anti Covid e azzoppati dalla nuova legge sulla sicurezza nazionale, hanno infatti deciso di usare la finanza contro la Cina. L’idea ha fatto capolino lunedì, dopo l’arresto di Jimmy Lai, l’editore di Apple Daily, il giornale più critico nei...

Gli ombrelli gialli per difendersi dallo spray al peperoncino sono acqua passata. A Hong Kong la protesta, dopo anni di durissimi scontri per strada con la polizia, ha deciso di usare una nuova arma, che va a colpire là dove potrebbe davvero fare male. I sostenitori della democrazia, impossibilitati a scendere in piazza per le misure anti Covid e azzoppati dalla nuova legge sulla sicurezza nazionale, hanno infatti deciso di usare la finanza contro la Cina. L’idea ha fatto capolino lunedì, dopo l’arresto di Jimmy Lai, l’editore di Apple Daily, il giornale più critico nei confronti di Pechino e del suo governo ombra a Hong Kong. Gli attivisti si sono organizzati sul web e hanno iniziato a comprare a man bassa le azioni della Next Digital, la società di proprietà del tycoon – che è stato rilasciato ieri su cauzione – senza peli sulla lingua.

Il risultato? Il titolo, il terzo più scambiato in assoluto, in poco più di due giorni ha guadagnato il 1.122%, arrivando al suo massimo negli ultimi dodici anni."Si è mosso un numero enorme di piccoli investitori. La maggior parte delle operazioni – conferma Castor Pang, della Core Pacific-Yamaichi – ha volumi super ridotti". Tra i pochi vip che si sono apertamente schierati contro la Cina, aprendo il portafoglio, c’è l’attrice e cantante pop Denise Ho.

L’acquisto delle azioni della Next Digtal, che ora vale 600 milioni di dollari, potrebbe aiutare finanziariamente Lai, se l’editore, che al momento controlla il 71% del capitale, decidesse di venderne una quota per affrontare i costi di una lunga e sanguinosa battaglia legale per difendere il giornale. Nel frattempo, gli attivisti hanno anche deciso di comprare più copie possibili del quotidiano, costringendo l’Apple Daily ad aumentare vertiginosamente la tiratura, passando in appena 14 giorni da 70mila a 550mila copie.

Ma non è tutto oro quello che luccica. Da tempo circola la voce che Lai voglia vendere la società. Questo gossip finanziario, secondo gli analisti, potrebbe aver ingolosito gli speculatori, spingendo ancora di più il titolo. "Gli investitori dovrebbero evitare di acquistare le azioni della Next Digital, perché c’è un alto rischio di inversione. L’impennata – spiega Stevan Tam della Fulbright Securities – finirà in uno-due giorni. Non credo che il mercato azionario possa diventare un campo di battaglia politico".

Sarà. Ma intanto in Cina iniziano a preoccuparsi. "La borsa di Hong Kong – ha attaccato Mei Xinyu, economista vicino al governo di Pechino con un seguito di 1,3 milioni di follower su Weibo – non dovrebbe essere un paradiso per i manipolatori, in particolare quelli con motivazioni politiche".

Proprio per evitare questo rischio, il Dragone potrebbe essersi già mosso. "Può anche essere che gli investitori – conclude Andrew Sullivan, un broker di Hong Kong – sperino che Lai dopo l’arresto sia costretto a cedere l’azienda a un gruppo decisamente più favorevole alle politiche cinesi".