Il giuramento di Lyndon Johnson nel 1963
Il giuramento di Lyndon Johnson nel 1963

Washington, 18 gennaio 2021 - Sarà il momento clou dell'insediamento di Biden (qui la diretta) Toccherà prima alla vice, Kamala Harris, poi a lui, il neo presidente degli Stati Uniti Joe Biden, pronunciare il giuramento di rito per assumere i rispettivi incarichi al vertice della più grande potenza mondiale.

La formulla per il neo inquilino della Casa Bianca è integralmente dettata dalla Costituzione americana del 1788. "Io……giuro (o dichiaro) solennemente che adempirò con lealtà ai doveri di Presidente degli Stati Uniti – si legge all’Art. 2, sezione 1, 8° comma della Carta – e col massimo dell’impegno preserverò, proteggerò, e difenderò la Costituzione degli Stati Uniti”. Il cerimoniale chiarisce che, una volta prestati i due giuramenti, l'aria di Capitol Hill  sia rotta da quattro rulli di tamburi e dalle fanfare, un breve antipasto prima dell’inno degli States che quest'anno sarà intonato da Lady Gaga. A chiusura dell'insediamento spazio a ventuno i colpi a salve esplosi da un obice.

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A dispetto di quanto ritenuto da tanti, non è previsto da nessuna norma che la dichiarazione solenne sia pronunciata sulla Bibbia. Lo fece Barack Obama sia nel 2009 (primo mandato), sia nel 2013 (secondo). Nella prima occasione prestò giuramento sul testo su cui giurò Abraham Lincoln nel 1861, fino ad allora mai più riutilizzato. Nel secondo caso, invece, la Bibbia usata fu quella della famiglia della moglie, Michelle.  Pochi sanno che il primo presidente afroamericano nella storia degli Stati Uniti dovette ripetere la cerimonia d’insediamento. Successe nel 2009. Il protocollo vuole che la formula di insediamento sia letta dal capo della Corte suprema e ripetuta, parola per parola, dal nuovo inquilino della Casa Bianca. Accadde, però, che l'emozione giocò un brutto scherzo all’alto magistrato che sbagliò i termini, trascinando nell’errore lo stesso Obama. Per non correre alcun rischio di vedersi invalidata la  procedura di giuramento, l'ex avvocato di Chicago decise di ripetere la cerimonia, stavolta non più a Capitol Hill, ma ’in casa’, alla White House.

Sicuramente l’insediamento più informale e al contempo più drammaticamente suggestivo è statato quello di Lyndon Johnson nel 1963. Colui che fino ad allora era stato il vice di John Fitzgerald Kennedy prestò giuramento a bordo dell’Air Force One che trasportava la salma del predecessore, assassinato poco meno di due ore prima a Dallas.  La foto simbolo di quell’evento ritrae Johnson con la mano sinistra su un messale appartenuto a JFK (il primo presidente cattolico degli Usa), la destra tesa in alto.  Al suo fianco, distrutta dal dolore, Jacqueline, la vedova di Kennedy con l’abito ancora imbrattato del sangue del marito ucciso. Poco prima della cerimonia le chiesero se volesse cambiarsi. La sua risposta fu ferma: “No, no, voglio che vedano che cosa ci hanno fatto“.