Roma, 6 aprile 2021 - E' una strage quella provocata dalle inondazioni e dagli smottamenti generati dal ciclone tropicale Seroja, che ha colpito l'Indonesia e Timor Est. L'ultimo bilancio, ornito dal Centro Indonesiano per la Gestione dei Disastri, parla di almeno 160 morti e una settantina di dispersi. 

La situazione è particolarmente grave nell'isola di Flores, dove mancano all'appello almeno 70 residenti e continuano a emergere cadaveri dal fango. I soccorsi sono complicati dalla difficoltà di raggiungere le aree più colpite dal disastro, dove le vie di comunicazione sono ostruite dai detriti e dagli alberi caduti. Le piogge torrenziali hanno distrutto o danneggiato migliaia di case, strade, ponti e ospedali e hanno costretto oltre 10 mila persone a rifugiarsi nei centri di evacuazione. 

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"E' ancora probabile che assisteremo a condizioni meteorologiche estreme nei prossimi giorni", ha avvertito il portavoce del Centro Indonesiano per la Gestione dei Disastri, Raditya Jati. I soccorritori "stanno ancora cercando di rispondere al disastro, organizzando evacuazioni e ispezioni, offrendo soluzioni per ricollocare i senzatetto, distribuendo aiuti e cercando di raggiungere aree disastrate", ha detto sempre Jati spiegando l'attuale situazione nel Paese.

Le autorità sanitarie delle aree colpite hanno chiesto l'invio di medici per curare le centinaia di feriti che stanno intasando le strutture ospedaliere rimaste intatte. Molte persone hanno riportato fratture dopo essere state colpite da rocce o tronchi d'albero caduti durante gli smottamenti. La tempesta sta ora avanzando verso la costa occidentale dell'Australia.