Sydney, 22 marzo 2021 - Strade come fiumi a Sydney, case sommerse e la minaccia della diga di Warragamba che, nonostante l'emergenza, infiamma lo scontro politico. In Australia il maltempo non dà tregua: le inondazioni hanno messo in ginocchio il Nuovo Galles del Sud dove vivono 25 milioni di persone, circa un terzo della popolazione del Paese.

Proseguono le evacuazioni nell'area a ovest di Sydney, nel bacino della diga Warragamba: sono già 18mila le persone che sono state costrette ad abbandonare le loro abitazioni. A loro il premier australiano Scott Morrison ha offerto immediato aiuto in denaro. "È un miracolo che non ci siano vittime al momento", ha dichiarato la governatrice del Nuovo Galles del Sud, Gladys Berejiklian. Che ieri aveva parlato di perturbazione peggiore degli "ultimi 100 anni" e oggi ribadisce che "mai avevamo avuto condizioni atmosferiche così estreme in così rapida successione e nel mezzo di una pandemia".

Sono 750 le persone salvate durante i soccorsi, compresa una famiglia recuperata da un elicottero mentre cercava riparo sul tetto della propria casa, letteralmente coperta dall'acqua. L'Ufficio meteorologico australiano ha reso noto che in alcune aree la precipitazione è stata "straordinaria", con punte di 900 millimetri.

Berejiklian ha fatto notare che molte delle comunità colpite dalle inondazioni avevano vissuto l'estate scorsa il dramma degli incendi boschivi. E sempre nel Nuovo Galles del Sud, nelle aree rurali, si è registrata l'invasione di topi e ratti di cui tutti hanno parlato. 

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La diga Warragamba

Diventa un caso la diga di Warragamba che riversa ogni giorno l'acqua del porto di Sydney nel bacino della metropoli, già stracolmo in questi giorni. Ieri la mastodontica opera idrica ha rilasciato circa 450 giga litri (su una capacità totale di 2mila): in un intero anno la popolazione di Sydney ne beve 567. In una settimana sono confluiti 1.500 giga litri nella diga che il 19 marzo si è riempita al 94,6. E il giorno successivo,sabato, ha iniziato a traboccare. Con questi volumi, il rischio che il bacino di Sydney non possa contenere lo sversamento d'acqua è concreto. Alcuni dei punti di strozzatura a valle potrebbero non reggere.

E già montano le polemiche. Un portavoce dell'agenzia idrica del Nuovo Galles del Sud sostiene che la capacità della diga avrebbe dovuto essere ridotta al 25% nelle scorse settimane, in previsione dell'ondata straordinaria di maltempo. "Fino al 17 marzo l'evento non era atteso in queste proporzioni", hanno commentato dal ministero delle risorse idriche, sottolineando che l'agenzia non può ridurre la capacità della diga sulla base delle indicazioni meteo. "È illegale". La struttura risale al 1960 ed è stata costruita per gli approvigionamenti idrici, non per mitigare le inondazioni. Tra le ipotesi che circolano in queste ore, anche quella di elevare il muro della diga per contenere il riversamento dell'acqua. Ma, anche in questo caso, gli esperti si dividono: secondo alcuni l'intervento potrebbe essere la soluzione, per altri rischia di avere un impatto relativo. E mentre si discute, le previsioni indicano che le piogge torrenziali proseguiranno ancora per giorni, forse fino a venerdì.