Gran Bretagna, allevamenti di suini in crisi
Gran Bretagna, allevamenti di suini in crisi

Londra, 2 ottobre 2021 - Dalla crisi della benzina (con l'esercito che sarà in campo da lunedì) a quella degli allevamenti di maiali. Sono giorni caotici in Gran Bretagna, alle prese con pandemia e dopo Brexit. L’ultimo allarme riguarda i suini. Almeno 120mila capi rischiano l’abbattimento per carenza di manodopera nei macelli. Rob Mutimer, presidente della National Pig Association (NPA), prevede che gli allevatori saranno costretti a uccidere i maiali, anche perché nelle fattorie non c’è più spazio per tenerli. Questo inevitabilmente crea anche un problema di benessere.  Si prospetta dunque un abbattimento di massa di animali sani. Gli allevatori sono allo stremo. Anche perché devono far fronte anche ai prezzi più alti dei mangimi. Mentre i rivenditori, per mantenere pieni gli scaffali dei supermercati,  potrebbero cominciare a guardarsi attorno e cercare di acquistare altrove la carne di maiale, in altre parole importarla dalla Ue, con la garanzia di prezzi  più bassi. Da qui l'appello dell'Npa a usare carne  britannica. Anche perché l'aumento delle importazioni rischierebbe solo di aggravare ulteriormente la crisi del sistema.  La macellazione settimanale dei maiali è diminuita del 25% da agosto. 

La crisi è accentuata anche da un altro fenomeno, la carenza di anidride carbonica utilizzata per stordire gli animali prima della macellazione. All'origine del problema il prezzo del gas, alle stelle. Cosa che ha causato un rallentamento a livello europeo in alcune fabbriche chimiche che producono fertilizzanti, di cui l'anidride carbonica è un sottoprodotto.