Indonesia: un giubbotto salvagente probabilmente del sottomarino affondato (Ansa)
Indonesia: un giubbotto salvagente probabilmente del sottomarino affondato (Ansa)

Roma, 25 aprile 2021 - È stato ritrovato il relitto del sottomarino scomparso mercoledì scorso nel mar di Bali e affondato al largo delle coste indonesiane con 53 membri dell'equipaggio a bordo. Oggi arriva la triste conferma: non ci sono sopravvissuti. Il mezzo si è spezzato in tre parti. Recuperati anche giubbotti di salvataggio dell'equipaggio.

A comunicare la notizia è  stato il capo delle Forze armate di Giacarta, Hadi Tjahjanto, dopo che ieri erano stati recuperati alcuni resti del KRI Nanggala 402. Un pezzo di un siluro, una bottiglia di grasso usato per lubrificare il telescopio e un tappeto per la preghiera. Pochi oggetti, ma sufficienti ad accertare che la sorte del sommergibile era segnata. "Possiamo confermare che il sottomarino è affondato - ha dichiarato oggi Tjahjanto - e che tutti i 53 marinai a bordo sono morti in servizio".

Il KRI Nanggala era impegnato in esercitazioni militari al largo di Bali, quando mercoledì scorso erano stati persi i contatti.  Quel giorno era previsto un lancio di missili. E tra i reperti trovati in un secindo momento, c'è anche una parte di siluro. Parola che ci riporta a uno dei più grandi disastri della Marina mai avvenuti. Era il 12 agosto 2000, il sottomarino nucleare russo  Kursk è in missione nel mare di Barents per un'esercitazione. Ma qualcosa va storto, due esplosioni e un disastro: tutti morti i 108 membri dell'equipaggio. Per il Kri Nanggala verranno i giorni delle spiegazioni. Oggi è il momento del dolore.

Il paese è in lutto, dopo i giorni della preghiera e della speranza. I 53 marinai  sono celebrati come eroi nazionali. "Tutti noi, il popolo dell'Indonesia, vorremmo trasmettere la nostra tristezza soprattutto alle famiglie. Sono i migliori figli dell'Indonesia, i migliori patrioti", ha detto il presidente Joko Widodo parlando alla nazione in un video su Facebook. Ha ricordato gli sforzi fatti per salvare l'equipaggio. Sono state giornate convulse. Le ricerche hanno impegnato decine di mezzi, navali e aerei, sono arrivati aiuti da tutto il mondo, dall'America all'Australia. Nel paese musulmano più grande al mondo per numero di fedeli, nelle moschee le comunità si sono raccolte in preghiera. Padri, madri, sorelle, a mostrare con orgoglio le foto dei loro cari in divisa, a piangere, a sperare in un miracolo. Che non si è verificato. C'è una domanda, che senza scendere in dettagli troppo dolorosi, spiega  la tragedia che si è consumata a bordo in pochi minuti. "Riuscite a immaginare l'effetto sulle persone investite dall'acqua a tale pressione?", è stato l'interrogativo di Wisnu Wardhana, esperto dell’Indonesian Institute of Technology Sepuluh Nopember. Perché "gli scafi dei sottomarini sono pressurizzati ma quando vengono perforati l'acqua  penetra all'interno". E il KRI Nanngala 402 era stato costruito per scendere a una profondità di 500 metri. Invece, si è inabissato a 850 e non è più riuscito a riemergere. 

Notizia in aggiornamento