Indonesia, la colonna di vapore e cenere dal vulcano Soputan in eruzione (Ansa)
Indonesia, la colonna di vapore e cenere dal vulcano Soputan in eruzione (Ansa)

Giacarta (Indonesia), 3 ottobre 2018 - Non c'è pace per l'Indonesia: dopo i terremoti e lo tsunami della scorsa settimana - che hanno provocato oltre 1400 vittime accertate - l'isola indonesiana di Sulawesi è stata scossa stamattina dall'eruzione del vulcano del Monte Soputan, situato all'estremità settentrionale dell'isola. L'eruzione ha formato una colonna di fumo e cenere cha ha raggiunto un'altezza di circa 6.000 metri. Le autorità hanno consigliato alla popolazione di evitare un'area fino a 6,5 chilometri a sudovest del vulcano e hanno avvisato i controllori del traffico aereo dei rischi legati alle nubi di cenere.

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DISPERAZIONE / I sopravvissuti assaltano supermarket

Come riferisce 'Business Times', le autorità hanno hanno lanciato l'allerta per la minaccia di  lava e fumo, ma nonostante l'alta colonna di vapori e cenere sparata in cielo, l'aeroporto internazionale a Manado, capoluogo di Sulawesi settentrionale, opera normalmente, ha fatto sapere un portavoce.

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IL BILANCIO DELLE VITTIME - La situazione resta gravissima. L'ultimo bilancio parla di 1.411 morti accertati, mentre mancano all'appello almeno altre 150 persone. Il portavoce militare M. Thohir riferisce che le autorità hanno fissato a venerdì la data ultima per le ricerche di eventuali sopravvissuti sotto le macerie, a una settimana dal disastro, quando le probabilità di trovare persone ancora in vita saranno quasi pari allo zero.

I soccorsi sono ora concentrati in alcuni siti attorno alla città costiera di Palu: l'albergo Roa-Roa, dove si ritiene siano ancora intrappolate 60 persone, un centro commerciale, un ristorante e il quartiere di Balaroa. Stando a stime Onu sono quasi 200.000 le persone che hanno urgente bisogno di assistenza, tra cui decine di migliaia di bambini. Sono 66.000 le abitazioni andate distrutte o danneggiate dal sisma e dallo tsunami: gli sfollati sono 70.821, ospitati in 141 siti.

Il capo dell'agenzia nazionale per i disastri, Willem Rampangilei, spiega: "Ci sono ancora alcuni corpi sotto le macerie. Non sappiamo quanti, ma la nostra priorità è trovare e salvare persone ancora vive", ha aggiunto. 

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