Lavoratore indiano in una lavanderia di un villaggio (Ansa)
Lavoratore indiano in una lavanderia di un villaggio (Ansa)

New Dehli, 23 settembre 2021 - Un indiano di 20 anni, accusato di tentata violenza sessuale, potrà tornare in libertà se laverà e stirerà gli indumenti di tutte le donne del suo villaggio per sei mesi. L'originale, e discutibile, decisione è stata firmata oggi dal magistrato Avinash Kumar del tribunale del distretto di Madhubani, nello stato del Bihar, nord dell'India. 

Il giovane Lalan Kumar potrà godere della libertà condizionale nel villaggio di Majhor se continuerà a fare il suo lavoro, cioè "il lavandaio", ma gratis per oltre 2000 concittadine, acquistando anche i detersivi e tutto il necessario per garantire il bucato pulito e stirato.

E loro, le donne di Majhor, sembrano essere soddisfatte della bizzarra condanna:  "È una scelta storica, del tutto inaspettata" ha commentato la capo del villaggio, Nasima Khatoon, eletta da alcuni mesi. Sarà proprio Nasima, come autorità di Majhor, a vigilare sul rispetto delle consegne, pena il ritorno in  carcere del 20enne. "Questa decisione aumenterà il rispetto per noi donne e ci aiuterà nella lotta per proteggere la nostra dignità", ha aggiunto la numero uno del villaggio.

Kumar era finito in carcere con l'accusa di tentata violenza sessuale dopo la denuncia di una giovane del villaggio in aprile. Ma i guai non sono finiti per lui, infatti deve ancora essere processato, e l'identità della donna che lo ha denunciato viene ancora protetta. Parshuram Mishra, l'avvocato difensore, ha spiegato: "Non sappiamo quando si terrà il processo, la data non è ancora stata fissata", inoltre ha aggiyìunto che Kumar è libero "per la sua buona condotta in carcere e perché si è dichiarato pentito". Ma per la prima volta non ci sarà fretta di arrivare a giudizio, infatti le 2mila donne di Majhor vogliono godersi il bucato gratis per tutti i sei mesi.